Cementi bioceramici in endodonzia: caratteristiche, indicazioni e protocolli operativi
Dr. Fabio Piccotti
Intervista al Dr. Fabio Piccotti, socio attivo AIE e SIDOC, è cofondatore di ShapeIt Endo Srl. Specializzato in endodonzia microinvasiva con l'uso del microscopio operatorio, ha completato un post graduate con il Dr. Cliff Ruddle (USA) e seguito corsi internazionali in protesi ed endodonzia.

Perché un dentista dovrebbe usare un cemento bioceramico?

L’uso dei cementi bioceramici in endodonzia rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai materiali tradizionali grazie alle loro eccezionali proprietà fisico-chimiche e biologiche. Questi materiali offrono una biocompatibilità superiore, con una risposta favorevole dei tessuti periradicolari e la capacità di stimolare la formazione di tessuto duro.
I cementi bioceramici hanno un pH inizialmente molto alcalino, che conferisce un effetto antibatterico e favorisce la guarigione periapicale. Sono idrofili, quindi performano in modo eccellente anche in presenza di umidità residua nei canali, riducendo il rischio di fallimenti legati a contaminazioni. I cementi bioceramici hanno il vantaggio di garantire un sigillo mediato dal cemento rispetto al classico sigillo veicolato dalla guttaperca. Nelle chiusure con tecniche tradizionali, la forma della sagomatura e la possibilità di portare il calore vicino all’apice al fine di termoplasticizzare la guttaperca erano condizioni necessarie all’ottenimento di un sigillo stabile e performante. Il cemento bioceramico consente di ottenere un legame con i tubuli dentinali grazie alla sua capacità attraverso una reazione chimica a catena, di produrre idrossiapatite. Si tratta di una rivoluzione concettuale: il sigillo non viene più garantito dal materiale riempitivo ma diviene garantito dal cemento stesso che ha una propria bioattività.

 

Come avviene la formazione di idrossiapatite?

Il cemento bioceramico reagisce con l’umidità presente nel canale e soprattutto nell’oltre apice, liberando idrossido di calcio che reagisce a sua volta con i fosfati naturalmente presenti nei tessuti oltre il canale e si ha la formazione di idrossiapatite ed acqua. L’idrossiapatite garantisce il nuovo sigillo e l’acqua che si forma dalla reazione va ad alimentare la successiva formazione di idrossido di calcio in una reazione a cascata che si autoalimenta.

 

Quali sono le tecniche di utilizzo di un cemento bioceramico?

Innanzitutto, occorre fare un distinguo tra le due diverse formulazioni disponibili dei cementi bioceramici. Oggi sul mercato è possibile reperire sia una formulazione chiamata sealer sia una formulazione chiamata putty. I sealer sono cementi per trattamenti endodontici tradizionali e solitamente vengono confezionati in siringhe pronte all’uso per la chiusura dei canali trattati endodonticamente. 
La loro fluidità è paragonabile a quella di un cemento endodontico tradizionale e consente il raggiungimento dell’apice. La tecnica di utilizzo più comune è semplicissima e viene definita Single Cone. Si tratta di una tecnica che prevede di riempire la parte finale del canale trattato e precedentemente  asciugato, direttamente con sottili applicatori collegati alla siringa. Una volta riempito il terzo apicale del canale, viene inserito un cono di guttaperca ottimizzato nelle misure definito "cono master" nello spazio del canale già sagomato. In questo modo il cono di guttaperca diviene un veicolo per portare il cemento in apice e nei vari anfratti possibili come setti o canali secondari. L’altra formulazione disponibile è quella putty, si tratta di un biomateriale premiscelato con una consistenza simile a quella del classico MTA che ha un miglior handling e il grande vantaggio di essere pronto all’uso. Le strategie e le indicazioni di utilizzo sono le medesime dell’MTA; infatti, viene usato per riparazione di perforazioni dentali, otturazioni in chirurgia endodontica o incappucciamento diretti.

 

Perché usare One-Fil by Ogna?

Ogna ha una grande tradizione nel mondo del dentale e da molti anni offre prodotti di alto livello e anche con il bioceramico è riuscita a scegliere un prodotto da distribuire di grande qualità, riuscendo nell’intendo di unire le ottime caratteristiche chimico fisiche del cemento ad un intelligente distribuzione e packaging. Infatti, One-Fil distribuito da Ogna racchiude in sé ottime caratteristiche di performance del biomateriale con corrette scelte ergonomiche in entrambe le formulazioni disponibili.
Il sealer ha una corretta fluidità e consente il raggiungimento dell’apice senza il rischio di creare tappi che impediscano la corretta discesa nel cono master. Allo stesso tempo non è eccessivamente fluido da perdere stabilità e dissolversi nel tempo come accaduto per alcuni prodotti oggi non più sul mercato. La siringa viene fornita con puntali molto sottili che consentono l’inserimento della punta all’interno dell’orifizio del canale favorendo l’ergonomia e riducendo gli sprechi. 
Il putty ha un pratico confezionamento in siringhe monodose utilissime in quanto è un materiale molto sensibile all’umidità e che tende a seccarsi se non sigillato perfettamente. Infatti, l’uso di questi materiali non è comune in senso di frequenza, ma allo stesso tempo sono materiali che dobbiamo sempre avere in studio per poter gestire casi complessi e eventuali complicanze. La possibilità di avere un prodotto con un costo ridotto perché in piccole quantità, confezionato in siringhe monouso me lo fa preferire ad altri distributori. 

 

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