La storia prende avvio nel 2009, quando Guido Corradi, dentista di Novellara impegnato come volontario in un ospedale comboniano, incontra Mamy Helen ad Aflao, in Ghana. Maestra elementare, Helen aveva trasformato la propria abitazione nella Providence Home, accogliendo 35 bambini orfani o abbandonati e garantendo loro sostegno e istruzione. Corradi diventa negli anni uno dei principali sostenitori della struttura.
La morte della fondatrice e il rischio di chiusura
Nel marzo 2021 la morte improvvisa di Mamy Helen mette a rischio la sopravvivenza della Providence Home. Gli eredi decidono di vendere l’immobile e i bambini rischiano di perdere nuovamente un punto di riferimento. Per evitare la chiusura definitiva, Corradi decide di dare seguito al desiderio espresso dalla benefattrice: costruire una nuova casa di accoglienza su un terreno agricolo che lui stesso aveva donato alla missione nel 2012.
Un progetto ambizioso e le prime difficoltà
Il progetto prevede la realizzazione di una struttura completa di dormitori, refettorio e servizi igienici, per un costo stimato di 162mila euro. Nonostante la nascita dell’associazione “Il Sorriso di Bright – O.D.V.”, i fondi raccolti non risultano sufficienti e i lavori si fermano a causa di una carenza di circa 60mila euro e di difficoltà tecniche difficilmente gestibili da una sola persona.
L’intervento degli imprenditori reggiani
La svolta arriva grazie all’intervento della famiglia Tirelli. Inizialmente la signora Umbra contribuisce rilanciando la raccolta fondi attraverso iniziative benefiche, poi l’imprenditore Corrado Tirelli, fondatore della Tecfluid di Mancasale, mette a disposizione competenze, personale e risorse aziendali. Il contributo più significativo è la donazione di un container da 40 piedi, destinato a diventare il centro operativo del cantiere in Ghana.
Una mobilitazione collettiva
Attorno al progetto si sviluppa una rete di solidarietà che coinvolge diverse aziende del territorio reggiano. Il container viene riempito grazie a donazioni di materiali e arredi, oltre all’acquisto diretto, condiviso da Corradi e Tirelli, di componenti tecnici indispensabili per rendere la struttura funzionale e moderna. L’iniziativa assume così una dimensione collettiva, con il contributo coordinato di più realtà imprenditoriali.
Il viaggio verso l’Africa
Il 4 dicembre 2025 il container lascia il cortile della Tecfluid diretto al porto di Genova, con destinazione finale Aflao, passando per il porto di Lomé, in Togo. Il materiale inviato rappresenta una tappa fondamentale per la ripresa del cantiere e per la continuità del progetto di accoglienza avviato anni prima da Mamy Helen.
Fonte e photo credits: Il Resto del Carlino