Spesa farmaceutica: cambia il tetto dal 2026
compresse su banconote
La manovra economica introduce un nuovo intervento sul fronte della spesa farmaceutica. Un emendamento del Governo modifica l’articolo 78, prevedendo a partire dal 2026 un ulteriore aumento dello 0,1% del tetto di spesa per gli acquisti diretti di farmaci da parte del Servizio sanitario nazionale.

L’incremento si aggiunge a quello già previsto nel testo base (+0,2%), portando complessivamente il tetto per gli acquisti diretti a +0,3% dal 2026.

La misura nasce dall’esigenza di adeguare i limiti di spesa a una dinamica ormai strutturale: gli acquisti diretti, in particolare in ambito ospedaliero, crescono da anni più rapidamente rispetto alle previsioni.

A incidere sono soprattutto:

  • l’aumento dell’utilizzo di farmaci ad alto costo,
  • la diffusione di biologici e terapie avanzate,
  • i modelli di distribuzione diretta e per conto, che concentrano la spesa sul canale ospedaliero.

L’intervento mira quindi a ridurre lo scostamento tra tetti programmati e spesa effettiva, evitando il ricorso sistematico ai meccanismi di ripiano.

L’aumento del tetto di spesa ha un costo stimato in 140 milioni di euro annui. La copertura viene però garantita attraverso una riduzione di pari importo del Fondo per i farmaci innovativi, che a decorrere dal 2026 passa da 1,3 miliardi a 1,16 miliardi di euro annui.

La scelta è stata resa possibile dal fatto che il Fondo risultava in avanzo, con risorse non completamente utilizzate negli ultimi esercizi (nel 2024, ad esempio, sono stati impiegati circa 774 milioni di euro).

Se da un lato l’intervento risponde a esigenze di sostenibilità dei conti pubblici e di realismo nella programmazione della spesa, dall’altro riapre il confronto sul tema dell’accesso all’innovazione terapeutica.

La riduzione del Fondo per i farmaci innovativi viene infatti resa strutturale. Questo significa che, in presenza di nuovi farmaci innovativi ad alto impatto clinico ed economico, il sistema potrebbe trovarsi con risorse permanentemente ridotte rispetto alle necessità future.

Un aspetto che solleva interrogativi sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di coniugare, nel medio-lungo periodo, equilibrio finanziario e accesso tempestivo all’innovazione, soprattutto in un contesto di rapido sviluppo delle terapie avanzate.

La modifica introdotta dalla manovra si inserisce in un quadro più ampio di revisione delle regole di finanziamento della spesa farmaceutica, in cui emerge con forza la necessità di strumenti più flessibili e aderenti all’evoluzione del mercato del farmaco.

Resta ora da capire quali saranno gli effetti concreti di questa scelta nei prossimi anni e se il ridimensionamento del Fondo per gli innovativi potrà essere rivisto in funzione dell’effettivo fabbisogno, evitando di penalizzare l’accesso alle terapie più avanzate.

Fonte: QuotidianoSanità

 

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