Scanner intraorali e da banco: oltre la precisione, verso la strategia clinica e produttiva
Federico Annoni
Federico Annoni, ci accompagna in un viaggio attraverso l'evoluzione degli scanner intraorali e da banco, strumenti ormai centrali nella strategia operativa di studi e laboratori.

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L'adozione degli scanner ha superato il semplice ambito della presa d'impronta.
Oggi rappresentano un hub tecnologico capace di potenziare la comunicazione con il paziente, migliorare la diagnosi precoce, velocizzare i flussi di lavoro e garantire una standardizzazione senza precedenti nella produzione protesica. 

In questa intervista a Federico Annoni, analizziamo come gli scanner stiano ridefinendo ruoli e confini, grazie anche all'intelligenza artificiale. Una riflessione strategica e operativa, pensata per chi vuole andare oltre la precisione, verso una nuova visione integrata della pratica odontoiatrica digitale.

 

Oggi uno scanner intraorale può diventare una leva strategica per aumentare l'accettazione del piano terapeutico?

Assolutamente sì. Gli scanner intraorali dotati di visualizzazione immediata e simulazione estetica stanno trasformando l'approccio comunicativo con il paziente. La possibilità di mostrare, in pochi minuti, una proiezione realistica del risultato – ad esempio una simulazione del sorriso post-trattamento – ha un impatto emotivo e razionale molto forte. In più, il paziente si percepisce come co-protagonista del trattamento, aumentando la compliance e riducendo i tempi decisionali.

 

Molti studi usano lo scanner solo per le impronte. Cosa si perde chi lo limita a questa funzione?

Si perde la vera rivoluzione. Lo scanner non è solo uno strumento per prendere impronte, ma un device diagnostico. Alcuni modelli consentono l’analisi automatica dell’usura dentale, la riconversione temporale delle arcate e la valutazione volumetrica dei tessuti molli. Chi lo utilizza solo per le corone, oggi, sta trascurando un patrimonio di dati che potrebbero migliorare diagnosi precoce, follow-up e documentazione clinica.

 

Dal punto di vista dell’operatività quotidiana, lo scanner può realmente ottimizzare la gestione dello studio?

Sì, e lo fa abbattendo la frammentazione operativa. Un esempio concreto: l’integrazione tra scanner, software clinico e piattaforme di condivisione consente di inviare una scansione al laboratorio entro 2 minuti, con allegati pre-compilati, annotazioni 3D e indicazioni terapeutiche. Inoltre, le funzioni di archiviazione automatica e match tra sessioni cliniche differenti permettono un monitoraggio longitudinale, utile anche in ottica medico-legale.

 

Nel 2025 la parola d’ordine è interoperabilità. Quali sono oggi i reali vantaggi di lavorare in un ecosistema completamente aperto?

Lavorare in un ecosistema aperto consente di scegliere il miglior partner clinico o tecnico senza vincoli di piattaforma. I software CAD moderni integrano dati STL/PLY provenienti da qualsiasi scanner, e li combinano con file DICOM da CBCT, fotografie digitali e persino scansioni facciali. Questo approccio consente una pianificazione multidisciplinare fluida, e in molti casi permette anche al laboratorio di iniziare la progettazione mentre la seduta clinica è ancora in corso.

 

La formazione è ancora un freno per alcuni professionisti. Come risponde il mercato a questa esigenza ?

Il salto di qualità non è più solo tecnologico, ma pedagogico. Le case produttrici offrono formazione immersiva, tramite realtà aumentata, corsi on-demand, simulazioni interattive. Inoltre, i software di nuova generazione sono dotati di tutorial integrati contestuali, che accompagnano il professionista passo passo. Alcuni
scanner implementano una modalità “training”, che segnala in tempo reale errori comuni e suggerisce la migliore traiettoria di scansione.

 

Qual è il ruolo dello scanner nei protocolli di monitoraggio ortodontico e implantare a lungo termine? 

Gli scanner di ultima generazione permettono di archiviare e confrontare scansioni nel tempo con estrema precisione, generando report evolutivi tridimensionali. Nell’ambito ortodontico, questo consente di valutare micro-spostamenti anche inferiori a 100 micron, ideali per trattamenti con allineatori o per il follow-up post-terapia. In implantologia, le scansioni periodiche permettono di monitorare il tessuto peri- implantare e l’eventuale recessione gengivale, facilitando interventi tempestivi. Inoltre, l’integrazione con software dedicati consente una documentazione medico-legale standardizzata e sempre accessibile.

 

Come cambia il workflow tra studio e laboratorio grazie alla digitalizzazione avanzata degli scanner?

Il workflow diventa bidirezionale e asincrono. Oggi non è più necessario attendere il modello fisico: lo scanner invia al laboratorio una scansione 3D immediatamente utilizzabile. Alcuni software consentono al laboratorio di iniziare la progettazione digitale in tempo reale, con feedback dinamici tra le parti. La possibilità di allegare commenti vocali, misure virtuali e fotografie contestuali accelera la comunicazione clinico-tecnica. Questo riduce errori interpretativi, tempi morti e rifacimenti, con vantaggi tangibili in termini di efficienza operativa e soddisfazione del paziente.

 

Quali parametri valutare nella scelta di uno scanner da banco per garantire performance elevate?

La scelta dello scanner da banco va valutata su velocità, precisione e compatibilità. Importanti sono risoluzione (<10 μm), tempi rapidi (<30 s/arcata) e stabilità del sensore. Serve piena integrazione con software CAD/CAM e gestione di materiali diversi. Funzioni automatizzate e workflow ergonomico riducono tempi ed errori.

 

Scanner da banco e intelligenza artificiale: quali sono le nuove frontiere in laboratorio?

Nel laboratorio odontotecnico, l’AI sta rivoluzionando il modo di lavorare. Gli scanner da banco più avanzati riconoscono automaticamente i modelli, li orientano nello spazio virtuale, eliminano gli artefatti e propongono correzioni in fase di meshatura. Inoltre, grazie all’apprendimento automatico, riescono a prevedere i margini biologici invisibili sulla scansione fisica, migliorando la resa finale del manufatto. Non si tratta più solo di “scansire”, ma di ragionare digitalmente insieme alla macchina.

 

Quanto incide la qualità dello scanner da banco nella standardizzazione del lavoro protesico?

Incide in modo diretto. La digitalizzazione in laboratorio ha un valore chiave: trasforma una produzione artigianale in un processo semi-industriale, con vantaggi in termini di ripetibilità, controllo qualità e archiviazione dei modelli virtuali.
Le tolleranze di scansione sotto i 10 μm permettono di lavorare con materiali ad alta densità come zirconia o disilicati in modo affidabile. La standardizzazione diventa così sinonimo di qualità costante, tracciabilità e predicibilità clinica.

 

Cosa può fare oggi uno scanner da banco che solo tre anni fa era impensabile?

Può, ad esempio, scansionare simultaneamente più modelli, sincronizzare in cloud la scansione con la post-produzione CAD/CAM e lavorare in background mentre si avvia una nuova scansione, grazie a sistemi multitasking. Alcuni modelli effettuano la lettura cromatica delle resine per identificare automaticamente i margini di preparazione. Altri integrano già moduli diagnostici che segnalano incongruenze nei modelli in gesso, suggerendo correzioni prima ancora della fase CAD.

 

Guardando al futuro: lo scanner da banco diventerà superfluo, sostituito dallo scanner intraorale?

Non completamente. Lo scanner intraorale è centrale nel flusso clinico, ma il laboratorio continua ad aver bisogno di strumenti propri, soprattutto nei casi in cui riceve modelli da studio non digitalizzato, oppure deve scansionare modelli in articolatore reale. Tuttavia, la coesistenza sta diventando sempre più sinergica: molte aziende stanno sviluppando sistemi che unificano i protocolli tra intraorale e da banco, creando una filiera produttiva digitale senza interruzioni, dal dente al file CAM.

 


 

Federico Annoni

Co-founder di MegaGen Italia, filiale italiana della sudcoreana MegaGen. Oltre al suo ruolo imprenditoriale, è attivamente coinvolto nella promozione di soluzioni innovative per la salute orale.

 

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