L'evoluzione dei riuniti dentali, tra tecnologia, efficienza e comfort operativo
Francesco Galbiati
Il riunito dentale evolve in un ecosistema connesso, intelligente e sostenibile. Un'analisi tecnica di Francesco Galbiati.

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Nel settore dentale assistiamo ad un'evoluzione tecnologica: dalla diagnostica per immagini all'impronta digitale, dai fresatori alle stampe 3D; i flussi di lavoro si stanno trasformando. 
Di fronte a questo scenario, i riuniti odontoiatrici hanno saputo tenere il passo con questa accelerazione digitale?

La risposta è decisamente affermativa. Negli ultimi anni, in particolare, abbiamo assistito a una decisa spinta verso la digitalizzazione del riunito stesso, favorita dagli incentivi fiscali (come il Piano Transizione 4.0 ed oggi anche 5.0) che hanno promosso l'adozione di "Riuniti 4.0" ovvero sistemi pienamente interconnessi. Un beneficio pratico, che ne consegue è l’interconnessione con il laboratorio odontotecnico. 
Vi spiego: innanzitutto serve un riunito interconnesso, equipaggiato di computer e telecamera intraorale, in questo modo sarà possibile effettuare delle video-call con il proprio laboratorio mentre il paziente è ancora in poltrona e, grazie alla telecamera intraorale, "portare l’odontotecnico nella bocca del paziente" ottimizzando i tempi e la comunicazione interna. Inoltre, con questi riuniti, grazie ai recenti software di radiologia, mentre mostriamo l’esame radiografico al paziente in poltrona con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale possiamo effettuare diagnosi più rapide, più accurate e presentarle in modo più efficace al nostro paziente! 

 

L'evoluzione dei riuniti è stata, quindi, esclusivamente di natura digitale o abbiamo assistito anche ad ulteriori e significativi progressi?

L'evoluzione dei riuniti odontoiatrici non si è limitata all'interconnessione. Parallelamente all'integrazione 4.0, c'è stata una costante e profonda ricerca volta a migliorare l'esperienza clinica e il comfort del paziente. 
La maggior parte dei produttori ha investito nella ricerca sui materiali e sull'ergonomia della poltrona, puntando a offrire una seduta più confortevole. Inoltre, il nostro focus si è concentrato sull'ottimizzazione della meccanica operativa. Abbiamo dedicato cura al perfezionamento della meccanica, migliorando gli snodi della lampada operatoria, la fluidità dei braccetti di supporto ai cordoni e la precisione delle frizioni sulle giunzioni dei bracci. Il tutto per rendere i gesti dell'operatore fluidi e riducendo al minimo lo sforzo.

 

L'innovazione ha abbracciato anche gli aspetti di igienizzazione dei riuniti o l'attenzione rimane focalizzata sui metodi tradizionali?

Assolutamente sì, l'innovazione ha fornito strumenti eccellenti per la gestione dell'igiene, ma qui è necessaria una precisazione fondamentale. 
L'odontoiatra è giustamente meticoloso nel focalizzare l'attenzione sulla pulizia delle superfici, sul mantenimento dei filtri di aspirazione e sull'essenziale sterilizzazione dei manipoli in autoclave. 
Tuttavia, la consapevolezza e l'attenzione verso la corretta gestione dei circuiti idrici interni al riunito – e in particolare dei tubi di irrigazione che portano l'acqua ai manipoli in faretra – sono ancora aspetti poco sviluppati. Non stiamo parlando dei tubi di aspirazione, bensì dei condotti di erogazione, veri e propri punti critici, dove si annida il rischio di contaminazione microbica inclusa la tanto 
temuta Legionella.
I riuniti all'avanguardia hanno sistemi integrati di disinfezione e sanificazione dell'acqua direttamente nella poltrona, spesso semplici da utilizzare e automatici.  

 

La Legge 56/2023 sul "Decreto Bollette" ha sancito l'espansione delle competenze estetiche per l'odontoiatra. Come stanno rispondendo i produttori di riuniti a questa nuova esigenza operativa?

La crescente integrazione della medicina estetica nello studio dentistico impone una riconsiderazione degli spazi e delle attrezzature. Non si tratta solo di aggiungere un servizio, ma di rispondere all'aspettativa di un paziente che, per un trattamento estetico, desidera una postazione dedicata e non la classica "poltrona del dentista". Questa nuova frontiera professionale richiede una sala riunito che sia intrinsecamente polifunzionale e che possa "modellarsi" in base al protocollo operativo.
Abbiamo sviluppato soluzioni in cui il gruppo idrico e la faretra degli strumenti sono alloggiati su carrelli con rotelle. Questo permette all'operatore di sgombrare completamente l'area operativa quando necessario, creando uno spazio neutro, ordinato e più accogliente, ideale per trattamenti estetici. 
Mentre, avvicinando i carrelli, diventa una postazione odontoiatrica a tutti gli effetti, particolarmente ergonomica per effettuare interventi chirurgici. 

 

Volgendo lo sguardo al futuro, come immagina il lavoro dell'odontoiatra e la sua postazione di lavoro nei prossimi dieci anni?

Immaginare l'odontoiatra del 2035 significa prevedere una trasformazione su due fronti: organizzativo e tecnologico.
Sul piano organizzativo, prevedo un progressivo accorpamento degli studi in realtà cliniche più grandi, magari da 6-8 postazioni operative. Inoltre vi sarà la crescente attivazione dei pazienti con coperture assicurative e fondi sanitari integrativi. Questa evoluzione non è solo logistica, ma imporrà l'uso 
di procedure cliniche definite e una comunicazione puntuale e tracciabile con gli enti assicurativi – richiedendo, non solo report scritti, ma anche un flusso costante di foto, video e scansioni intraorali. 
In questo scenario, il riunito evolverà da semplice unità operativa a una stazione di lavoro interconnessa. 
Riprendendo i concetti chiave che abbiamo esplorato: il dentista potrà intervistare il paziente e dettare a voce l'anamnesi, con l'IA che compila la cartella in tempo reale. L'IA sarà anche integrata per valutare rapidamente un’ortopanoramica o una CBCT, offrendo un primo supporto diagnostico istantaneo. Lo scanner intraorale diventerà un accessorio standard e accessibile (grazie alla diffusione tecnologica che ne abbatterà i costi proibitivi) utilizzato quotidianamente non solo per la progettazione, ma per generare report clinici e tracciabilità dettagliati. Il riunito sarà l'interfaccia centrale da cui il clinico potrà dialogare in tempo reale con il laboratorio, inviando dati e ricevendo feedback immediati, massimizzando l'efficienza clinica. 
Il riunito del futuro non sarà solo ergonomico e digitale: sarà l'epicentro decisionale e comunicativo dello studio, rendendo il lavoro più rapido, tracciabile e scientificamente supportato.

 


 

Francesco Galbiati

Ispirato dal padre odontoiatra, a 20 anni ha fondato la società Linea Diretta srl per sviluppare riuniti e allestire studi. La mission: stringere un rapporto di fiducia e trasparenza con il cliente attraverso il sito internet dell'azienda.

 

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