Dottore, quali sono le innovazioni in implantologia?
Sicuramente l’attenzione, ormai sempre più “pignola”, che si presta al sigillo perimplantare. Non voglio sottostimare l’osteointegrazione, importantissima per la stabilità implantare, ma la zona perimplantare, essendo la più vulnerabile all’attacco batterico è quindi di fondamentale importanza. La scrupolosa attenzione al volume dei tessuti molli perimplantari trova, inoltre, un ruolo fondamentale anche per una buona estetica. L’evidenza scientifica degli ultimi anni sottolinea l’importanza del sigillo perimplantare e del volume che i tessuti molli devono avere per garantirlo.
Quali sono le accortezze che l'odontoiatra deve applicare per un ottimo sigillo perimplantare?
Questo è un lavoro di squadra che parte da una corretta diagnosi iniziale nella quale si valutano i volumi dei tessuti, incrementandoli, se necessario. Infine ritengo che la protesi rivesta un ruolo importantissimo. Oggi l’obiettivo non è solo quello di realizzare una protesi che sia facilmente mantenibile igienicamente, ma si punta a creare una protesi che garantisca ampio spazio al tessuto connettivo, proprio per favorire un ottimo sigillo.
Che caratteristiche deve avere un impianto e la sua componente protesica per garantire un buon sigillo?
L’evidenza scientifica e l’esperienza clinica dimostrano che, per garantire un corretto volume dei tessuti, sia fondamentale non utilizzare impianti di grande diametro. Ciò permette di conservare, un maggiore volume osseo; inoltre utilizzando impianti di piccolo diametro a connessione platform switching, si garantisce molto più spazio per i tessuti molli, responsabili del sigillo peri-implantare. Personalmente ho trovato la risposta a quest’esigenza biologica, negli impianti AXIOM che soddisfano quanto esposto dalla letteratura scientifica. Gli stessi presentano una connessione conica che riduce drasticamente l’infiltrato batterico. La componente protesica tutta, costituita da abutment e corona, assume un ruolo essenziale nel garantire lo spazio per il connettivo e anche per sostenere i tessuti molli, al fine di ottimizzare sigillo ed estetica. L’abutment che utilizzo per il settore estetico, anche in impianti post estrattivi a carico immediato, è l’Axin, che mi permette di realizzare una protesi avvitata, sia in asse con l’impianto, sia nel caso di impianti angolati, compensando sino a 25°. La protesizzazione provvisoria, con l’utilizzo dell’Axin, è facilitata dalla forma della cannula che permette di creare un profilo di emergenza protesico, atto a sostenere i tessuti molli nella zona del margine gengivale. Inoltre, mantiene inalterata la parte che viene inserita nella connessione, la quale offre ampio spazio per il tessuto connettivo.
Potremo affermare che la protesi non ha un ruolo secondario in implantologia?
Non ha mai avuto un ruolo secondario, poiché la protesi è la parte che completa la funzione masticatoria e si inserisce nella parte più vulnerabile dall’attacco batterico.
Proprio per questo, sottolineo quanto il lavoro di squadra sia fondamentale, dall’inserimento dell’impianto da un punto di vista tridimensionale, all’incremento dei tessuti molli e alla realizzazione protesica. Il successo implantare a lungo termine è garantito da tutti i fattori sopra citati. Mi viene spontaneo affermare, che la biologia ci riporta sempre con i piedi per terra.

Dr. Diego Longhin
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università di Padova.
Si dedica alla chirurgia orale seguendo corsi di dissezione anatomica e tecniche di elevazione del pavimento del seno con il dr. Tiziano Testori e Pascal Valentini presso la V Università di Parigi. Ha eseguito l'annuale di Implantologia orale e Chirurgia rigenerativa avanzata con il dr. Carlo Tinti e il dr. Stefano Parma Benfenati.
Ha seguito il corso annuale di parodontologia del dr. Alberto Fonzar con il quale da anni, collabora per corsi e conferenze. Ha inoltre frequentato corsi di protesi del dr. Fradeani Mauro presso la struttura di Pesaro.
Relatore in Congressi nazionali ed internazionali, ha tenuto relazioni in Italia ed in altri paesi europei. Relatore in numerosi corsi teorico pratici in Italia e all'estero, è socio ordinario della SIdP, si dedica esclusivamente alle discipline di Parodontologia, Implantologia e Protesi.