L’annuncio è stato fatto dalla Roosevelt Room della Casa Bianca e rappresenta un’estensione dell’iniziativa basata sul principio della “nazione più favorita”, secondo cui gli Stati Uniti non dovrebbero pagare i farmaci più di quanto avvenga in altri Paesi ad alto reddito.
Con l’adesione di nove nuovi produttori, il numero complessivo delle aziende coinvolte sale a 14 delle 17 principali multinazionali farmaceutiche mondiali. Tra i gruppi che hanno sottoscritto l’accordo figurano, tra gli altri, Amgen, Boehringer Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Genentech, Gilead, GSK, Merck, Novartis e Sanofi.
In precedenza avevano già aderito aziende come Pfizer, AstraZeneca, Novo Nordisk ed Eli Lilly, rafforzando progressivamente la portata dell’iniziativa.
Oltre alla riduzione dei prezzi dei farmaci, gli accordi prevedono 150 miliardi di dollari di nuovi impegni di investimento complessivi destinati alla produzione nazionale, alla ricerca e sviluppo e al rafforzamento della filiera farmaceutica statunitense.
Una parte rilevante dell’intesa riguarda anche la sicurezza nazionale: diversi produttori si sono impegnati a fornire principi attivi alla Riserva strategica americana per gli ingredienti farmaceutici (SAPIR), pensata per affrontare pandemie, emergenze sanitarie, disastri naturali o criticità geopolitiche.
La riduzione dei costi delle prescrizioni rappresenta da tempo uno dei temi centrali del dibattito sanitario negli Stati Uniti. Secondo analisi citate da Reuters, Medicaid copre circa il 10% della spesa farmaceutica nazionale e beneficia già di sconti significativi, ma permane una forte disparità tra i prezzi praticati negli USA e quelli di altri Paesi industrializzati.
L’amministrazione Trump ha più volte sottolineato come il sistema statunitense abbia storicamente sostenuto una quota rilevante dei costi dell’innovazione farmaceutica globale, un modello ritenuto non più sostenibile nel lungo periodo.
Il Segretario alla Salute e ai Servizi Umani, Robert F. Kennedy, ha definito l’accordo “storico”, evidenziando come la riduzione dei prezzi dei farmaci sia stata una promessa ricorrente di diverse amministrazioni, mai realizzata su scala comparabile.
Secondo quanto dichiarato, l’obiettivo dell’amministrazione è arrivare, entro la fine del mandato, a garantire agli americani i prezzi più bassi al mondo per la maggior parte dei farmaci da prescrizione.
Nel corso dell’annuncio è stato inoltre presentato TrumpRX.gov, un nuovo sito web governativo che verrà lanciato all’inizio del 2026 e che dovrebbe supportare le politiche di riduzione dei prezzi dei farmaci e migliorare la trasparenza per cittadini e operatori.
L’iniziativa segna un passaggio rilevante nella politica farmaceutica statunitense e avrà potenziali ripercussioni anche sul mercato globale, in un contesto in cui il tema dell’equilibrio tra accessibilità, innovazione e sostenibilità resta centrale per tutti i sistemi sanitari.