Efficacia di olio ozonizzato e clorexidina digluconato allo 0,12% nella terapia parodontale non chirurgica
Efficacia di Olio ozonizzato
Il presente articolo è tratto da uno studio dell'Istituto Stomatologico Toscano, condotto nell'ambito del Master universitario in Terapia parodontale non chirurgica, organizzato da UniCamillus e diretto dalla Prof.ssa Annamaria Genovesi.

S. Iannotta, S. Pellegrini, V. Sforza, S. Cerrone, S. Pelle*, A.M. Genovesi*

*: Istituto Stomatologico Toscano


Introduzione

La malattia parodontale è una patologia infiammatoria cronica multifattoriale, caratterizzata da un processo di distruzione dei tessuti di sostegno del dente, con conseguente perdita degli elementi dentali. La placca batterica gioca un ruolo cruciale nello sviluppo e nella progressione della patologia. La rimozione meccanica della stessa risulta pertanto fondamentale nella gestione della parodontite, seppur non sia sufficiente a garantire un controllo del biofilm subgengivale. È stata perciò ampiamente valutata l'efficacia di antibatterici locali e sistemici come coadiuvanti alla disgregazione meccanica del biofilm. In particolare, la clorexidina, un antisettico ad ampio spettro, ha rappresentato finora il "gold standard" tra i metodi di controllo chimico della placca batterica. A seguito del suo utilizzo sono stati evidenziati tuttavia effetti indesiderati quali pigmentazione delle superfici, secchezza delle fauci, alterazione del gusto, irritazione delle mucose; motivo per cui la somministrazione va limitata a brevi periodi (10-15 gg). La sua azione battericida, attiva indiscriminatamente contro Gram positivi e Gram negativi, rende più complesso l’equilibrio tra specie microbiologiche, elemento imprescindibile di uno stato di salute. La ricerca di nuovi trattamenti topici in grado di esplicare non solo proprietà antimicrobiche, ma anche altri effetti benefici e che siano sicuri in termini di citocompatibilità con i tessuti dell’ospite, è in continua crescita. Recentemente, l'ozono è emerso come un'alternativa promettente, grazie alle sue proprietà antimicrobiche; l’ozono faciliterebbe inoltre la guarigione dei tessuti parodontali e la riduzione delle citochine pro-infiammatorie responsabili dell’infiammazione. Infine, con l’apporto di ossigeno tramite ozono nelle tasche parodontali, ambiente fortemente anaerobico, si avrà una considerevole riduzione della flora batterica anaerobica, protagonista dei processi infiammatori parodontali.

 

Obiettivo dello studio

Il presente studio si propone di valutare l'efficacia clinica dell'uso di un olio ozonizzato sotto forma di gel, dentifricio e collutorio, rispetto alla clorexidina, in pazienti con siti parodontali con sondaggio superiore a 5 mm, dopo una terapia di scaling e root planing.

 

Materiali e metodi 

Sono stati inclusi 45 pazienti adulti, di entrambi i sessi, con almeno un sito parodontale con profondità di sondaggio (PPD) ≥ 5 mm e sono stati suddivisi in tre gruppi.

  • Gruppo CHX: trattamento con gel parodontale  a base di clorexidina 1% e uso quotidiano  di collutorio e dentifricio a base  di clorexidina 0,12%.
  • Gruppo OZONO: trattamento con gel parodontale a base di ozono (Ozoral Pro) e utilizzo di dentifricio DentO3 e collutorio CollutO3.
  • Gruppo Controllo: trattamento parodontale standard senza l’ausilio di prodotti antimicrobici.

 

Protocollo terapeutico

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a una valutazione clinica iniziale. Sono stati registrati Indice di Placca (PI), valutato utilizzando il sistema di Becker; il Sanguinamento al Sondaggio (BOP); la profondità di tasca al sondaggio (PPD); la perdita di attacco clinico (CAL). Tutti i pazienti sono stati sottoposti a seduta di igiene professionale mediante strumenti ultrasonici e manuali per rimuovere la placca batterica e il tartaro sopra e sottogengivale. Non sono stati prescritti analgesici o antinfiammatori, per garantire che i risultati fossero esclusivamente dovuti ai trattamenti topici applicati.

  • Gruppo CHX: dopo la seduta di igiene professionale è stata applicata una quantità standard di gel parodontale con clorexidina 1% nei siti parodontali con PPD > 5 mm. I pazienti sono stati istruiti all’utilizzo di dentifricio e collutorio a base di clorexidina 0,12% due volte al giorno.
  • Gruppo OZONO: analogamente, è stata applicato gel parodontale a base di ozono nei siti parodontali con PPD > 5 mm. I pazienti hanno ricevuto istruzioni per l'uso quotidiano di dentifricio e collutorio a base di ozono.
  • Gruppo Controllo: i pazienti hanno ricevuto solo istruzioni sulle manovre di igiene orale senza l'ausilio di prodotti antimicrobici.

Tutti i pazienti sono stati rivalutati a 15 e 30 giorni dopo il trattamento. Durante ciascun follow-up, sono stati registrati nuovamente i parametri clinici (PI, BOP, PPD e CAL) per monitorare i progressi e l'efficacia del trattamento.

 

Risultati

A 15 giorni dal baseline, le riduzioni dell'PI e del BOP nei gruppi CHX e OZONO erano statisticamente significative rispetto al gruppo controllo (p < 0,01), mentre le differenze tra i gruppi CHX e OZONO non sono risultate statisticamente significative (p > 0,05).

I risultati a 30 giorni confermano le tendenze osservate a 15 giorni, con significative riduzioni del PI e del BOP nei gruppi CHX e OZONO rispetto al gruppo di controllo (p < 0,01). Non ci sono state differenze significative tra i gruppi CHX e OZONO (p > 0,05). Dopo 30 giorni, tutti i gruppi hanno mostrato un miglioramento significativo dei parametri clinici. In particolare, il gruppo CHX ha mostrato una riduzione media dell'indice di placca dal 48,2% al 21,6% e dell'indice di sanguinamento dal 50,6% al 25,8%. Il gruppo OZONO ha mostrato risultati simili, evidenziando l'efficacia dell'ozono nel ridurre i parametri clinici.

 

Discussione

I risultati di questo studio evidenziano l'efficacia sia dell'ozono che della clorexidina nel trattamento della malattia parodontale, con miglioramenti significativi nei parametri clinici valutati, rispetto al gruppo di controllo, che ha ricevuto solo trattamento meccanico. Ciò avvalora l'importanza dell'aggiunta di agenti antimicrobici al fine di ottimizzare la riduzione degli indici infiammatori. Il gruppo trattato con clorexidina ha mostrato una riduzione media significativa di tutti i parametri clinici analizzati. Tuttavia, è importante sottolineare che i suoi effetti collaterali, quali pimgentazioni estrinseche e irritazione delle mucose, possono limitarne l’utilizzo a lungo termine. 

Pertanto, la ricerca di alternative più tollerabili, quale è l’ozono, risulta essenziale. Il gruppo OZONO ha mostrato risultati comparabili a quelli del gruppo CHX, con una significativa riduzione dei parametri clinici. Questi risultati sono in linea con studi precedenti, nei quali l’ozono si è dimostrato efficace nel ridurre il numero di microrganismi patogeni, in particolare quelli gram-negativi, coinvolti nella patogenesi della parodontite. L’ozono modifica inoltre l'ambiente subgengivale, creando condizioni meno favorevoli per la proliferazione di batteri anaerobi, aspetto a sostegno dei risultati positivi osservati nel gruppo OZONO. L'uso di olio ozonizzato sembrerebbe garantire un controllo della carica microbica senza causare effetti collaterali significativi.

 

Conclusioni

Questo studio fornisce evidenze incoraggianti sull'efficacia dell'ozono come alternativa alla clorexidina nella gestione della malattia parodontale. Entrambi i trattamenti hanno mostrato risultati positivi, ma l'ozono potrebbe offrire un’alternativa più sicura per i pazienti con sensibilità alla clorexidina. Ulteriori studi con campioni più ampi e follow-up a lungo termine sono necessari per convalidare questi risultati e valutare l'implementazione clinica dell'ozono nella terapia parodontale.

 


 

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