Chirurgia guidata. Il futuro è nell'Intelligenza Artificiale, nella Mixed Reality e nella Robotica
Dr. Francesco Mangano
L'implantologia digitale entra nell'era dell'Intelligenza Artificiale predittiva, della Mixed Reality e della Robotica. Intervista esclusiva al dr. Francesco Mangano.

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Dr. Mangano, negli ultimi mesi si parla di "Intelligenza Artificiale predittiva" nella pianificazione implantare. Cosa cambia nella pratica quotidiana?

L’Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence, AI) è una delle grandi novità del 2025. Le applicazioni di Intelligenza Artificiale non si limitano più a ricostruire un modello 3D del paziente, ma analizzano dati clinici e anatomici, suggerendo la posizione ideale dell’impianto, il tipo di connessione e la sequenza chirurgica più appropriata.
Queste applicazioni valutano automaticamente densità ossea, inclinazione, vettori di carico e spazi protesici, riducendo i margini d’errore. Il clinico mantiene sempre il controllo, ma la macchina anticipa scenari e variabili biologiche, rendendo la chirurgia più sicura e personalizzata. Da tempo impiego un software di Intelligenza Artificiale, che sto contribuendo a sviluppare, il Virtual Patient Creator di RELU, che è all’avanguardia nella segmentazione di files dalla CBCT, nell’allineamento su di essa di files 3D dalla scansione intraorale e facciale, ed oggi anche nella pianificazione implantare. Il tutto gestito in maniera automatizzata dall’Intelligenza Artificiale.

 

Come l'introduzione della Mixed Reality ha trasformato la fase intraoperatoria?

La Mixed Reality (MR) rappresenta uno dei maggiori progressi nella chirurgia implantare. I nuovi visori sovrappongono in tempo reale il piano implantare 3D all’anatomia del paziente, permettendo al chirurgo di visualizzare profondità, angolazioni e strutture critiche senza staccare lo sguardo dal campo operatorio. Questo consente un controllo totale durante la fresatura e l’inserimento dell’impianto, riducendo fino al 30% i tempi chirurgici e migliorando la sicurezza anche nei casi anatomici più complessi. Esistono oggi due apps che ho contribuito a realizzare e portare all’attenzione generale, ovvero Holodentist di Fifthingenium e Anna di Mars Ai, che permettono il primo di pianificare un intervento di implantologia utilizzando la Mixed Reality, il secondo di eseguire effettivamente l’intervento su paziente, utilizzando gli ologrammi. Abbiamo già programmato ed eseguito ben 15 interventi proprio nel mio studio, impiegando queste avanzatissime apps, che presto saranno disponibili e in commercio, ad un prezzo assolutamente competitivo, se paragonato a quello dei sistemi di navigazione attuali.

 

Si parla sempre più spesso di Robotica. In cosa consiste esattamente?

La Robotica è stato uno degli argomenti del recente Congresso della Digital Dentistry Society a Venezia, che ha chiuso il mio biennio di Presidenza, con tre giorni estremamente interessanti ed oltre 1000 partecipanti provenienti da 60 diversi paesi.
Tra questi, la Cina, e proprio i ricercatori clinici dell’Università di Pechino hanno presentato un vasta casistica di interventi di implantologia semplice e complessa, realizzati grazie all’impiego di un robot completamente autonomo. In sostanza, l’operatore esegue l’anestesia e solleva il lembo, poi è il robot, autonomamente, a preparare il sito implantare ed inserire l’impianto. Questo approccio “intelligente” permette di ottenere un’elevata l’accuratezza anche in interventi ad alta complessità, come nei casi di implantologia zigomatica.

 

Le nuove tecnologie aiutano anche nel controllo della stabilità implantare?

Assolutamente. Nel caso della Robotica, è possibile controllare diversi parametri durante l’inserimento implantare. Ma anche i nuovi micromotori per l’implantologia integrano sensori di coppia e densità ossea, inviando dati al software di pianificazione in tempo reale. Questi parametri vengono utilizzati per calcolare la stabilità primaria e secondaria, adattando la sequenza di fresatura e la strategia di carico immediato.
In pratica, il sistema “dialoga” con il chirurgo, suggerendo microcorrezioni basate su risposte biologiche effettive del tessuto.

 

La stampa 3D sembra aver cambiato le regole del gioco. È possibile stampare restauri generati dll’Intelligenza Artificiale, già prima della chirurgia?

Decisamente. Tutto questo è già possibile oggi grazie al Virtual Patient Creator di RELU, per esempio, che oltre a pianificare l’impianto in maniera automatica, propone la modellazione di un restauro per il carico immediato. Poi naturalmente sta al chirurgo eseguire l’intervento nella maniera più accurata. Studi dimostrano come Mixed Reality e Robotica possano garantire risultati paragonabili se non addirittura superiori a quelli ottenibili con dime chirurgiche statiche.
 

Quali sono i limiti tecnologici che la chirurgia guidata olografica e robotica devono ancora superare?

Per quanto riguarda la chirurgia guidata olografica, il primo software sviluppato in questo senso, ovvero Anna di Mars Ai, è già pronto all’uso ma manca delle certificazioni per l’impiego clinico, che sono attese nel 2026. Un ulteriore sviluppo della app porterà ad estenderne l’impiego da casi semplici (impianti singoli e multipli) all’applicazione più complessa ovvero quella della full arch.
Per fare ciò, l’hardware dovrà svilupparsi di conseguenza, poiché Mars Ai impiega oggi solamente un caschetto di Mixed Reality per l’esecuzione dell’intervento, senza alcuna telecamera o sistema di tracciamento esterno, né computer collegati: e per poter arrivare alla full arch, laddove manchi il riferimento dei denti, serve una macchina con maggiore capacità computazionale, almeno rispetto ad Hololens 2 di Microsoft. Per quanto concerne la Robotica, anche qui i sistemi autonomi sono già pronti all’uso, addirittura anche nei casi complessi. Il sistema cinese YakeBot è eccezionale, ma se comparato alla Mixed Reality, ha il limite del costo elevato. In questo caso, le certificazioni per l'utilizzo in Europa sono attese per la fine del 2026.

 

Nei casi di atrofia o chirurgia rigenerativa avanzata, come si è evoluto l'approccio guidato?

Oggi le guide chirurgiche non servono più solo a inserire impianti, ma anche a gestire la rigenerazione ossea e tessutale.
Grazie alla fusione di dati da CBCT, scanner intraorali e modelli fotogrammetrici, è possibile progettare guide di resezione e soprattutto meshes e scaffolds per rigenerazione personalizzata, per un controllo tridimensionale dei volumi e delle geometrie dell’innesto. Il risultato è un approccio predicibile anche nei casi estremi di atrofia mascellare.

 

Come sta cambiando la formazione dei nuovi implantologi in questo scenario così tecnologico?

Ad esser sincero mi sembra non stia cambiando affatto, perché in circolazione vedo solo corsi di chirurgia guidata statica e dinamica “tradizionali”. Proprio per questo, nel 2026, girerò le principali città italiane con il mio #zeromicrons roadshow, nel quale mostrerò praticamente l’applicazione di queste tecnologie: Intelligenza Artificiale, Mixed Reality e Robotica. Massimo 15-20 partecipanti per gruppo, per una esperienza “immersiva” e per testare queste tecnologie dal vivo.

 

Guardando avanti, quale sarà la prossima grande rivoluzione?

Tra cinque anni, verosimilmente non stamperemo più alcuna dima chirurgica e la navigazione dinamica, per come la conosciamo oggi, sarà abbandonata.
Gli operatori “smart” punteranno sulla Mixed Reality, mentre i grossi centri, quelli con maggiori possibilità economiche, punteranno sulla Robotica. Tutti, certamente tutti, faranno largo impiego dell’Intelligenza Artificiale.

 


 

Dr. Francesco Mangano

Professore associato di Odontoiatria Digitale alla Sechenov University, editore per Elsevier e presidente della Digital Dentistry Society.
Dirige la Mangano Digital Academy, ha ideato il corso "#ZEROMICRONS" e pubblicato oltre 160 articoli scientifici. Esercita a Gravedona, specializzato in IA, realtà aumentata e robotica applicate all'odontoiatria.

 

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