Caso Clinico
Micromeccanica ed estetica: un caso di connessione fresata per una protesi dentale di eccellenza
Mi chiamo Nicola Palladino, e la mia vita ruota attorno alla precisione. Ogni caso che tratto è unico, ma quando mi trovo di fronte a un centrale superiore, so di essere davanti a una sfida che va oltre la semplice protesizzazione. Si tratta di ottenere un risultato che non solo funzioni, ma che si integri in modo armonioso con l'estetica e l'anatomia del paziente.
Odt. Nicola Palladino
Odontotecnico

Diplomato Odontotecnico nel 1996. Socio presso il…

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Odt. Nicola Palladino
Scelta strategica: fresare una connessione su misura

Nel caso specifico che sto per raccontare, la scelta di fresare una connessione anziché usare un TiBase con zirconia incollata non è stata una decisione casuale. Il paziente richiedeva una soluzione che potesse offrire un transmucoso stretto e lungo, ma al tempo stesso stabile. 
Il TiBase avrebbe compromesso la lunghezza della porzione di sostegno per la zirconia, lasciando troppo poco spazio per l’incollaggio. Ho quindi optato per una connessione in CoCr fresata dal pieno, una scelta che mi ha permesso di ottenere un accoppiamento perfetto, senza compromessi.

 

Tolleranze e precisione

Fresare una connessione, in questi casi, significa entrare in un mondo dove la tolleranza non ammette errori. Ogni dettaglio dev'essere studiato con cura: dal diametro dell’esagono al suo allineamento, nulla può esserelasciato al caso. 
Il mio laboratorio, con macchine a cinque assi e strumenti di misurazione di precisione, è il cuore pulsante di questo processo. Qui, una minima variazione può compromettere l’intera struttura, e non posso permetterlo.

 

La sinergia tra tecnologia e competenze

Grazie a Matteo Bonacina e alla sua maestria nel gestire il software CAM MillBox, l’intero processo di fresatura viene ottimizzato nei minimi dettagli. Matteo crea strategie e passaggi che permettono alle mie macchine di esprimere tutto il loro potenziale, trasformando un semplice disco di CoCr in un capolavoro di micromeccanica. 
Ogni ripasso, ogni intervento è studiato per garantire che non ci sia nulla di lasciato al caso, che la precisione si manifesti in ogni fase.

 

Le tolleranze in implantologia

Nel mondo dell’implantologia, una differenza di pochi micron può fare la differenza tra successo e fallimento. È per questo che mi assicuro che ogni passaggio, ogni misura, rientri nelle tolleranze stabilite. Il mio fresatore, l’Evolution Plus Santa Barbara, ha iniziato il suo lavoro sul disco in CoCr con una precisione che solo la tecnologia più avanzata può garantire. Le frese toriche, piatte e tonde si alternano, rimuovendo strati di metallo fino a creare la connessione perfetta.

 

Controlli dimensionali e verifiche rigorose

Una volta fresata, la connessione viene sottoposta a rigidi controlli dimensionali. 
Ogni misura viene confrontata con le specifiche di un impianto Xive e lo scanbody di AbutmentCompatibili.com / IPD DentalGroup, verificando che esagono e cilindro siano allineati in modo impeccabile. Questa è la parte del lavoro che più mi affascina: sapere che ogni singolo micron è stato calcolato, verificato e validato.

 

Fase di ceramizzazione

La fase finale, quella della ceramizzazione, è altrettanto delicata. È qui che entra in gioco la maestria di Fabrizio Pasini, che con le sue mani esperte trasforma la precisione meccanica in un’opera d’arte estetica.

Utilizzando le ceramiche Shofu, Fabrizio riesce a dare vita alla protesi, assicurandosi che non solo sia perfettamente funzionale, ma anche esteticamente impeccabile. La connessione, protetta da una speciale pasta per minimizzare l’ossidazione durante il processo termico, viene lavorata con un'attenzione al dettaglio che pochi riescono a eguagliare.


Figura 1

 

Figura 2
L'importanza delle tolleranze per la durata della protesi

Quando il paziente sorride, nessuno immagina il complesso viaggio che ha portato a quel risultato. 
Ogni fase, dalla fresatura alla ceramizzazione, è stata pensata, perfezionata e controllata per garantire che la protesi sia non solo duratura, ma anche in armonia con l'estetica del viso del paziente. Tutto questo non sarebbe possibile senza il rispetto delle tolleranze. Ogni componente, ogni connessione tra impianto e protesi, è progettato per durare nel tempo. Lavorando entro tolleranze strettissime, mi assicuro che non ci siano micromovimenti, che le forze masticatorie vengano distribuite in modo uniforme e che la protesi resti stabile, riducendo il rischio di fallimenti o complicazioni a lungo termine.

 

Strumenti e procedure di controllo delle tolleranze

Il controllo delle tolleranze è una fase cruciale, un passaggio che richiede precisione assoluta. Utilizziamo strumenti di misura estremamente sensibili, come il calibro digitale e il micrometro, per verificare che ogni dimensione sia esattamente quella prevista. Partiamo dal controllo dell’esagono della connessione fresata, confrontandolo con quello dello scanbody di riferimento, come nel caso degli impianti Xive. Ogni faccia dell’esagono deve combaciare perfettamente, senza deviazioni, per garantire un accoppiamento solido.


Figura 3
Test finale e verifica della profondità della connessione

Successivamente, utilizziamo analoghi nuovi, privi di usura, per testare la connessione fresata. Montiamo il moncone su questi analoghi per verificare l'allineamento e la centratura. Questo passaggio ci permette di sovrapporre le figure geometriche -  l’esagono e il cilindro - e assicurare che non ci siano disallineamenti, nemmeno a livello microscopico. Un piccolo errore qui potrebbe compromettere l’inserimento del moncone e provocare micromovimenti che, nel tempo, potrebbero causare usura o allentamento delle viti.

 

Misurazioni finali per garantire stabilità e resistenza

Ogni componente viene controllato anche in relazione  alla profondità dell’esagono. Se la connessione non raggiunge il fondo in modo preciso, potrebbe lasciare spazi vuoti, rischiando infiltrazioni batteriche o movimenti indesiderati. Al contrario, un precontatto sul fondo potrebbe generare tensioni meccaniche indesiderate. Utilizziamo un sistema di misurazione a più livelli per assicurarci che la profondità sia quella corretta e che ogni parte si inserisca perfettamente, garantendo la massima stabilità.

 

Risultato

Solo dopo aver completato questi controlli, possiamo procedere con la fase successiva. È qui che entra in gioco la ceramizzazione, ma prima di tutto, la connessione deve passare una verifica finale: misuriamo nuovamente le dimensioni a bordo macchina e le confrontiamo con i parametri del progetto. Questo assicura che, anche dopo la fresatura, le tolleranze siano state rispettate e che il manufatto sia pronto per affrontare il processo termico senza subire alterazioni.

Alla fine, ciò che vediamo è un sorriso, ma ciò che realizziamo è molto di più: è la fusione perfetta tra scienza, tecnica e passione, con l'aiuto di professionisti straordinari come Matteo Bonacina e Mattia Pasini, che portano ogni giorno la loro esperienza al servizio dell'eccellenza.


Figura 4

 

Figura 5

 

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