Ciao Luca, è un piacere poterti intervistare per la nostra rubrica DentalTech. Quando hai iniziato ad utilizzare il sistema Navident? E quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a farlo?
Ho iniziato ad utilizzare il sistema Navident agli inizi del 2019 prima per casi più semplici e poi per casi più complessi di edentulie parziali e totali che oggi svolgo con un protocollo preciso e ripetibile secondo concetti di conometria implantare e protesica.
Ad oggi, quanti impianti hai inserito con il sistema Navident?
Ad oggi ho inserito circa 800 impianti con questo sistema.
Prima di usare la chirurgia dinamica, hai provato ad impiegare le guide statiche? Quali, secondo te, le principali differenze tra i sistemi, ed i vantaggi della navigazione dinamica?
Ho cominciato con il sistema di guida statico con dime della Materialise agli inizi nell’anno 2005 accorgendomi subito dei problemi difficili da risolvere come la stabilità della dima in condizioni edentule quando mancavano riferimenti, l’utilizzo sistematico in casi di grave atrofia, la necessità di utilizzare frese molto lunghe con impossibilità di raggiungere zone distali per inserire impianti tiltati e soprattutto il fatto di non poter modificare il mio progetto una volta prodotta la dima. Non ultimo problema è stato la scarsa percezione della qualità ossea attraverso le boccole e non essere libero di attuare il giusto protocollo di sotto-preparazione e di raffreddamento delle frese.
I vantaggi principali della navigazione sono il fatto di operare in qualunque grado di atrofia senza ingombro della dima, la libertà di utilizzare lo strumento ritenuto da me più efficace per avere una buona stabilità primaria di un impianto lungo-corto, poter modificare il progetto anche all’ultimo momento e il raffreddamento efficace delle frese più consone al caso perché diretto sul sito senza interferenze. Il paziente inoltre non sempre gradisce gli ingombri di dime chirurgiche molto estese, magari scomponibili che comunque possono avere anche problemi di imprecisioni di manifattura.
Perché hai scelto il sistema Navident, tra i tanti disponibili nel mercato?
Perché come tutte le ricerche quando si deve affrontare una nuova metodica, si esaminano in modo dettagliato il momento di inserimento sul mercato, la diffusione e i protocolli già disponibili per le mie esigenze, le soluzioni che offre, il servizio di assistenza che viene fornito, nonché il corso di abilitazione preventivo che è necessario fare ancora prima dell’acquisto, proprio per vedere le proprie capacità attitudinali con le nuove tecnologie.
Tutti requisiti perfettamente soddisfatti.
Cosa ti aspetti dal futuro della navigazione dinamica?
Mi aspetto in futuro che i prezzi possano essere abbassati per una diffusione più orizzontale, che l’hardware si possa miniaturizzare e trasportare con più facilità, che si possano utilizzare dei sistemi di mixed reality con segmentazione delle varie strutture anatomiche coinvolte e del progetto protesico, mantenedo sempre la libertà di operare secondo scienza e coscienza, nel rispetto dei nostri principi deontologici.
Ti ringraziamo per essere stato con noi e speriamo di poterti ospitare ancora nella nostra rubrica.