Una paziente di 65 anni si presentava presso la nostra clinica con ampie aree edentule (1° e 3° quadrante), un ponte con mobilità nel 2° quadrante e denti inferiori con scarso supporto parodontale ad eccezione del dente 46 (Fig. 1 a,b,c,d). Dopo un'accurata anamnesi ed esame della CBCT (CS9600®, Carestream Dental, Atlanta, USA) (Fig. 1d), si optava per estrarre le radici e i denti con una prognosi sfavorevole, lasciando 4 molari che credevamo potessero essere conservati (denti 16,17, 26 e 47) al fine di mantenere la dimensione verticale di occlusione (DVO) originale. Si progettava il posizionamento di 12 impianti: 6 impianti nella mascella e 6 nell'arcata inferiore.
Prima dell’intervento, il posizionamento degli impianti veniva attentamente pianificato utilizzando il software SMOP® (Fig. 2 a) e la guida aperta TwinGuide® che era progettata di conseguenza (Fig. 2 b,c).
Durante l'intervento chirurgico si posizionava la guida (Fig. 3a) e i siti implantari venivano fresati secondo le sequenze previste. Posizionavamo gli impianti (LYRA ETK, Sallanches, Francia) e gli abutment iPhysio® Profile Designer (Fig. 3 b) che erano selezionati in base al profilo di emergenza desiderato del futuro restauro.
Questi healing abutments vengono avvitati sugli impianti durante la prima o la seconda fase chirurgica. Essi poi restano in posizione durante tutta la guarigione ossea e gengivale e durante la presa dell'impronta, indipendentemente dall'area di impianto. Il Profile Designer iPhysio® viene essere rimosso solo una volta, per posizionare il restauro finale. Gli abutment provvisori in polieter-eter-chetone (PEEK) venivano agganciati agli iPhysio® Profile Designers, sui quali venivano adattati i restauri provvisori (Fig. 3c). Il carico immediato degli impianti è stato eseguito utilizzando una protesi provvisoria in PMMA (Fig. 3d). Al rientro per un controllo, si osservava una corretta guarigione dei tessuti attorno agli impianti e attorno agli abutment iPhysio®.
Si procedeva quindi alla scansione degli iPhysio® utilizzando uno scanner intraorale (IS 3600®, Dexis, Envista Holding Corporation, Brea, USA) (Fig. 4 a). Inviavamo i file STL al laboratorio odontotecnico per progettare e realizzare la protesi finale (Fig. 4 b,c,d,e,f).
Il laboratorio odontotecnico utilizzava le più recenti tecnologie CAD/CAM per produrre una protesi dentale personalizzata e di alta qualità che si adattasse perfettamente e garantisse funzionalità ed estetica ottimali. Il concetto iPhysio® facilita il recupero automatico del profilo di emergenza sottogengivale da parte dell'odontotecnico per la realizzazione di soluzioni personalizzate sia con la protesi cementata che con la protesi avvitata (Fig. 5 a,b,c). La paziente tornava per il posizionamento del restauro finale in zirconio avvitato (Fig. 6 a,b).
I restauri si adattavano perfettamente, poiché il design dell'abutment iPhysio® aveva modellato i tessuti molli in modo così predicibile da poter essere riprodotto digitalmente sul profilo di emergenza della protesi finale (Fig. 7 a,b,c,d,e,f).