Dr. Gallmetzer, il vostro gruppo è passato da realtà regionale a player europeo. Quali sono stati i fattori chiave di questa evoluzione?
Il nostro percorso nasce da una visione molto chiara: creare un ecosistema industriale capace di portare valore concreto e misurabile al settore dentale. La costanza, la disciplina e la capacità di anticipare le dinamiche di mercato ci hanno permesso di trasformare una piccola azienda regionale in un gruppo multilivello che opera su scala europea.
La crescita non è mai avvenuta “per caso”: è sempre stata guidata da investimenti, persone competenti e un approccio imprenditoriale molto pragmatico.

La quotazione a Vienna rappresenta un punto di svolta. Dove volete arrivare?
La quotazione è un acceleratore. Ci permette di aprire un nuovo ciclo di sviluppo, aumentare la nostra capacità di investimento e strutturare ulteriormente la governance. Non lo viviamo come un traguardo, ma come l’inizio della fase successiva: portare Gallmetzer HealthCare AG ad essere uno dei gruppi più solidi, trasparenti e scalabili del settore healthcare europeo.
Qual è il ruolo della holding Gallmetzer Holding GmbH in questa architettura?
È il baricentro strategico del gruppo. Dalla sede di Bolzano coordiniamo oltre 20 aziende specializzate, all’interno di un campus di 19.000 m². Abbiamo creato una piattaforma integrata che mette a fattor comune logistica, produzione, R&D, compliance, IT, finanza e gestione del capitale umano. Questa struttura ci permette di essere veloci, efficienti e soprattutto coerenti nella nostra visione industriale.
Quali aziende rappresentano oggi i vostri asset più strategici?
Tre in particolare:
Gerhò SpA: uno dei distributori dentali più rilevanti in Europa.
Intermedical Pharma GmbH: tra le pochissime aziende con dossier per la produzione di anestetici dentali.
Promis GmbH: un brand premium che intercetta la nuova domanda di igiene orale naturale e sostenibile.
Ognuna contribuisce a un pezzo chiave della filiera.
Guardando ai prossimi anni, quali direttrici guideranno l’espansione europea?
Tre driver: integrazione verticale, per presidiare l’intera catena del valore. Acquisizioni mirate, su player con forte DNA innovativo. Crescita geografica, soprattutto nell’Europa centrale, meridionale e balcanica.
Vogliamo costruire un gruppo che unisca solidità industriale e agilità manageriale.
Dr. Gallmetzer, qual è stato il momento più complesso della sua carriera?
Ce ne sono stati molti, ma i più difficili sono sempre quelli in cui devi prendere decisioni veloci con informazioni incomplete. Ho imparato che un leader deve essere capace di scegliere anche quando non è possibile avere tutto sotto controllo. La disciplina mentale e la capacità di mantenere calma e lucidità fanno la differenza.
C’è un principio che guida il suo modo di fare impresa?
Sì, responsabilità. Ogni decisione deve generare valore per clienti, partner, dipendenti e territorio. Credo molto nel lungo periodo: qualità, etica e coerenza sono asset che non si svalutano.
Che ruolo hanno le persone nella crescita del gruppo?
Enorme. Un’azienda può avere infrastrutture, prodotti e processi eccellenti, ma senza persone competenti, motivate e orgogliose del progetto non va da nessuna parte.
Nel nostro gruppo investiamo molto nella cultura del lavoro: trasparenza, autonomia, meritocrazia. È ciò che ci ha permesso di attrarre talenti e sviluppare leadership interne.

Come riesce a mantenere l’equilibrio tra vita personale e un gruppo in forte espansione?
Con disciplina e priorità chiare. Quando lavoro, sono totalmente immerso. Quando sono con la mia famiglia, sono altrettanto presente. Non esiste il multitasking emotivo: bisogna saper staccare per ricaricare lucidità e visione.
C’è qualcosa che ancora la entusiasma dopo tanti anni?
Moltissime cose. Mi entusiasma vedere crescere nuove idee, nuovi brand, nuovi manager. Mi entusiasma costruire, e soprattutto mi entusiasma vedere che un progetto nato trent’anni fa continua a generare valore e opportunità per tante persone.
Come descriverebbe, in poche parole, la cultura Gallmetzer?
Una cultura fatta di impegno, fiducia reciproca, attenzione ai dettagli e ambizione sana. Non promettiamo miracoli: promettiamo lavoro serio, visione e risultati.
Qual è la sfida che la stimola di più guardando al futuro?
Costruire un gruppo che duri. Un’azienda capace di superare le persone che l’hanno fondata. Questo è il vero banco di prova: creare una struttura che continui a crescere e innovare anche quando, un giorno, qualcun altro prenderà il mio posto.