Entro questa data sarà infatti necessario inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello CPB 2025/2026 debitamente compilato.
È importante notare che quest’anno il termine per l’adesione al CPB anticipa di un mese quello fissato per la presentazione della dichiarazione dei redditi, prevista per il 31 ottobre.
Il D. Lgs. n. 81/2025, approvato a giugno, ha introdotto alcune modifiche rilevanti alla disciplina:
- esclusione dei forfettari: il CPB è ora riservato esclusivamente ai contribuenti soggetti agli indicatori di affidabilità fiscale (ISA).
- Associazioni e STP: per le società tra professionisti (STP) e le associazioni professionali, l’adesione è vincolata a quella di tutti i membri. In pratica, non è possibile che aderisca soltanto una parte del sodalizio: l’adesione deve essere congiunta e unanime.
Questi aspetti rendono la valutazione della convenienza ancora più delicata e strettamente collegata alla struttura organizzativa del contribuente.
Un altro elemento di rilievo è il legame tra adesione al CPB e accesso al nuovo ravvedimento speciale, applicabile alle annualità dal 2019 al 2023.
Chi aderisce al CPB potrà usufruire di questa misura di sanatoria, che consente di regolarizzare la propria posizione fiscale mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva calcolata in base al punteggio ISA. In tal modo, il contribuente evita accertamenti futuri, salvo in casi eccezionali, “chiudendo i conti” con il fisco per gli anni pregressi.
L’adesione al CPB non è un passaggio meramente formale, ma una decisione che può incidere in modo significativo sulla pianificazione fiscale dei prossimi anni. È dunque fondamentale valutare attentamente la convenienza, anche con il supporto di consulenti e professionisti esperti, alla luce sia delle previsioni di reddito, sia delle opportunità offerte dal ravvedimento speciale.