Scoperta rivoluzionaria in Thailandia: il betel si masticava già 4.000 anni fa
Betel
Un recente studio archeologico condotto da un team internazionale ha rivelato la prima prova biomolecolare diretta dell'uso del betel nell'Età del Bronzo in Asia sud-orientale.

Utilizzando una sofisticata analisi del calcolo dentale su resti umani provenienti dal sito di Nong Ratchawat, nel bacino del fiume Tha Chin, i ricercatori hanno dimostrato che il consumo di noci di areca (betel nut) era già praticato in Thailandia intorno al 2000 a.C.

La ricerca, guidata dagli archeologi Piyawit Moonkham e Shannon Tushingham, ha applicato tecniche di cromatografia liquida–spettrometria di massa (LC-MS) su campioni di calcolo dentale appartenenti a sei individui sepolti a Nong Ratchawat. I risultati hanno rivelato derivati di arecolina e arecaidina - composti chimici chiave della noce di areca - in tre campioni provenienti dalla stessa sepoltura femminile (Burial 11), fornendo la prima prova certa di masticazione di betel nella preistoria thailandese.

Nonostante la totale assenza di marcatori tradizionali come denti macchiati, utensili o resti vegetali, l'analisi biomolecolare ha svelato tracce invisibili ma inconfutabili di questa sostanza psicoattiva. Una scoperta che anticipa di almeno 1.000 anni i dati precedenti noti in letteratura.

La noce di areca (Areca catechu), comunemente detta "betel nut", è diffusa in tutta l’Asia meridionale e orientale, e viene solitamente consumata in forma di quid (impasto masticabile) avvolto in foglia di Piper betle, spesso arricchito con calce, tabacco e altre sostanze. Gli effetti includono una lieve stimolazione, senso di benessere e proprietà medicinali secondo la tradizione locale.

 

Betel

 

L'uso rituale e quotidiano del betel è documentato in cerimonie religiose, pratiche curative e relazioni sociali. Tuttora, in molte aree rurali del Sud-est asiatico, il betel rappresenta un simbolo culturale che accompagna i momenti di transizione e coesione sociale.

Gli autori dello studio hanno sviluppato un protocollo sperimentale innovativo basato su campioni di riferimento preparati con saliva umana, per simulare la masticazione tradizionale e identificare con precisione i biomarcatori della noce di areca. Questo metodo offre un'alternativa meno invasiva rispetto all’analisi dello smalto dentale, spesso distruttiva, e apre nuovi scenari per lo studio di sostanze psicoattive nel mondo antico.

Oltre alla valenza metodologica, lo studio solleva interessanti interrogativi sulle pratiche identitarie e di genere. La sepoltura in cui sono state trovate le tracce di betel appartiene a una donna tra i 25 e i 35 anni, sepolta con ornamenti rari e vasi cerimoniali. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che non vi sono prove definitive di uno status sociale elevato, lasciando aperte interpretazioni legate all’identità personale o a pratiche specifiche di gruppo.

La ricerca sottolinea quanto la modernizzazione abbia progressivamente cancellato usanze come la masticazione del betel, considerata oggi un’abitudine pericolosa per la salute. Tuttavia, gli autori invitano a non dimenticare l’importanza culturale e simbolica di queste pratiche, che hanno accompagnato per millenni la vita quotidiana e spirituale delle popolazioni del Sud-est asiatico.
 

Leggi lo studio completo.

 

Materiale informativo
Non ci sono materiali per questa news.
Video
Non ci sono video per questa news.
A cura di
Infodent
Strada Teverina Km 3 , 600
Viterbo (VT)
T. E. contact@bec.it W. https://www.infodent.it