Sanità digitale: l'Italia accelera ma serve una regia unitaria
Sanità digitale
C’è una trasformazione silenziosa che corre tra ospedali e ambulatori italiani: è la sanità digitale, un settore che nel 2024 ha raggiunto un valore di 2,47 miliardi di euro e che, secondo il report “Tecnologie e policy per il futuro della Sanità Digitale” di Anitec-Assinform, crescerà fino a 2,93 miliardi entro il 2026, con un incremento medio annuo dell’8%.

Dietro questa crescita si muove un sistema ancora fragile, rallentato da frammentazione, carenza di competenze e governance disomogenea.

La spinta principale arriva dai servizi IT (oltre 1,7 miliardi previsti nel 2026), dal software clinico e dalle soluzioni di intelligenza artificiale. Il cloud sanitario supera i 300 milioni di euro e la cybersecurity cresce del 15% annuo, ma resta un nodo critico. Anche l’Internet of Things sanitario, ormai vicino ai 400 milioni di euro, promette di rivoluzionare il monitoraggio dei pazienti cronici e la medicina preventiva.

La nascita della Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) nel 2025 segna un cambio di passo decisivo: l’obiettivo è raggiungere 790.000 pazienti connessi in pochi anni. Tuttavia, il Nord concentra quasi il 60% del mercato digitale, mentre il Sud procede più lentamente, pur mostrando segnali di recupero nei progetti di telemedicina e cloud pubblico.

 

Cinque priorità per il futuro

Anitec-Assinform individua cinque direttrici strategiche per rendere sostenibile la trasformazione digitale:

  • Valorizzare l’innovazione tecnologica, in particolare AI, cloud e IoT;
  • Semplificare la normativa e ridurre i costi di compliance per le PMI;
  • Promuovere l’interoperabilità, soprattutto semantica;
  • Facilitare l’accesso ai finanziamenti, ancora poco diffusi;
  • Investire in formazione e competenze, oggi tra le principali carenze del sistema.

La cybersecurity è il pilastro su cui costruire la fiducia dei cittadini. Il report propone la creazione di Security Operation Center regionali e l’adozione di piani di disaster recovery per proteggere i dati e rafforzare la resilienza delle strutture sanitarie.

L’intelligenza artificiale è destinata a giocare un ruolo centrale nella diagnosi e nella medicina predittiva, ma, come sottolinea Fulvio Sbroiavacca di Anitec-Assinform, deve “potenziare, non sostituire, la relazione medico-paziente”.

Il vicepresidente vicario Domenico Favuzzi conclude: “Il futuro della sanità passa dai dati, ma soprattutto dalle persone che li sanno usare. La missione resta la stessa: costruire una sanità digitale vicina alle persone e sostenibile per il Paese”.

La sanità digitale italiana ha imboccato la strada giusta, ma per trasformare i dati in salute serve una regia nazionale unitaria, capace di coniugare innovazione, fiducia e competenze. Solo così la tecnologia potrà diventare un vero motore di qualità della vita.

 

Fonte: TrendSanità

 

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