Dietro questa crescita si muove un sistema ancora fragile, rallentato da frammentazione, carenza di competenze e governance disomogenea.
La spinta principale arriva dai servizi IT (oltre 1,7 miliardi previsti nel 2026), dal software clinico e dalle soluzioni di intelligenza artificiale. Il cloud sanitario supera i 300 milioni di euro e la cybersecurity cresce del 15% annuo, ma resta un nodo critico. Anche l’Internet of Things sanitario, ormai vicino ai 400 milioni di euro, promette di rivoluzionare il monitoraggio dei pazienti cronici e la medicina preventiva.
La nascita della Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) nel 2025 segna un cambio di passo decisivo: l’obiettivo è raggiungere 790.000 pazienti connessi in pochi anni. Tuttavia, il Nord concentra quasi il 60% del mercato digitale, mentre il Sud procede più lentamente, pur mostrando segnali di recupero nei progetti di telemedicina e cloud pubblico.
Cinque priorità per il futuro
Anitec-Assinform individua cinque direttrici strategiche per rendere sostenibile la trasformazione digitale:
- Valorizzare l’innovazione tecnologica, in particolare AI, cloud e IoT;
- Semplificare la normativa e ridurre i costi di compliance per le PMI;
- Promuovere l’interoperabilità, soprattutto semantica;
- Facilitare l’accesso ai finanziamenti, ancora poco diffusi;
- Investire in formazione e competenze, oggi tra le principali carenze del sistema.
La cybersecurity è il pilastro su cui costruire la fiducia dei cittadini. Il report propone la creazione di Security Operation Center regionali e l’adozione di piani di disaster recovery per proteggere i dati e rafforzare la resilienza delle strutture sanitarie.
L’intelligenza artificiale è destinata a giocare un ruolo centrale nella diagnosi e nella medicina predittiva, ma, come sottolinea Fulvio Sbroiavacca di Anitec-Assinform, deve “potenziare, non sostituire, la relazione medico-paziente”.
Il vicepresidente vicario Domenico Favuzzi conclude: “Il futuro della sanità passa dai dati, ma soprattutto dalle persone che li sanno usare. La missione resta la stessa: costruire una sanità digitale vicina alle persone e sostenibile per il Paese”.
La sanità digitale italiana ha imboccato la strada giusta, ma per trasformare i dati in salute serve una regia nazionale unitaria, capace di coniugare innovazione, fiducia e competenze. Solo così la tecnologia potrà diventare un vero motore di qualità della vita.
Fonte: TrendSanità