La legge di Bilancio entra nel vivo con le audizioni delle principali realtà del settore sanitario. Dalle industrie ai professionisti, emerge una richiesta comune: servono riforme strutturali e regole stabili per garantire futuro e sostenibilità al Servizio sanitario nazionale.
Farmindustria: serve superare il payback
Nel suo intervento, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha sottolineato l’importanza strategica del comparto farmaceutico, che chiuderà il 2025 con un export in crescita del 35% e oltre 70 miliardi di euro di valore. Ma l’allarme resta: il payback è diventato un ostacolo permanente, e le imprese chiedono di superarlo entro il 2027, sostituendolo con modelli value-based legati ai risultati delle cure.
Dispositivi medici: innovazione in difficoltà
Dello stesso tenore l’intervento di Confindustria Dispositivi Medici: un settore fatto di 4.600 imprese e 130 mila occupati, oggi schiacciato da tetti di spesa inadeguati e da un payback che ha già pesato per oltre 500 milioni di euro. La richiesta è chiara: programmazione pluriennale e stabilità normativa.
Ospedali privati e personale sanitario
Dal fronte dell’ospedalità privata accreditata, l’Aiop ha ricordato che il 30% dei posti letto del SSN è garantito da strutture private, ma con tariffe ferme da più di dieci anni. Sul piano delle professioni, la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli ha segnalato la carenza cronica di infermieri e l’imminente “gobba pensionistica” che potrebbe far perdere 12 mila professionisti l’anno dal 2029.
Più fondi, ma sanità più debole
Come ha ricordato il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, i 6,5 miliardi aggiuntivi previsti non bastano: entro il 2028 la spesa sanitaria scenderà al 5,93% del Pil, con un peso reale della sanità pubblica in progressiva riduzione.
Prevenzione e innovazione digitale
Spazio anche ai temi della prevenzione e della tecnologia. Europa Donna ha accolto con favore l’estensione dello screening mammografico alle donne tra 45 e 74 anni, mentre Anitec-Assinform ha sollecitato un Piano 4.0 aggiornato e investimenti in telemedicina, essenziali per ridurre le disuguaglianze territoriali e attrarre giovani professionisti.
Dal mondo sanitario arriva un messaggio univoco: non bastano nuovi fondi o incentivi parziali. Il sistema ha bisogno di una riforma profonda, visione di lungo periodo e stabilità, per restituire ossigeno al Servizio sanitario nazionale e garantire la sua tenuta nei prossimi anni.
Fonte: TrendSanità
Immagine generata con l’AI