Odontoiatria in sanità integrativa: come si declinano le forme di gestione delle cure odontoiatriche dalle terze parti
Medico e simboli sanità digitale
Questo articolo inaugura una panoramica in due parti sui modelli di gestione delle cure odontoiatriche da parte delle terze parti nella sanità integrativa.
A cura del Dr. Corrado Centrone.
Introduzione

Abbiamo visto negli appuntamenti precedenti che il peso dell'odontoiatria nella sanità integrativa è aumentato considerevolmente negli ultimi anni, soprattutto dopo l'introduzione del cosiddetto decreto Sacconi. Nel primo articolo abbiamo esplorato le opportunità che la sanità integrativa offre per l'odontoiatria, mentre nel secondo abbiamo approfondito le caratteristiche delle principali coperture sanitarie e le diverse tipologie di organizzazioni coinvolte. Oggi parleremo di come si declinano le forme di gestione delle cure odontoiatriche da parte delle terze parti, analizzando le diverse tipologie di piani e le loro caratteristiche distintive. Questa panoramica permetterà ai professionisti del settore odontoiatrico di comprendere meglio il funzionamento dei diversi sistemi e di valutare come possono integrarsi attivamente in questo ecosistema in continua evoluzione.

 

Posizionamento dei piani di benefit odontoiatrici

 

Piani di accesso

Partiamo da quelli che non sono dei veri e propri piani sanitari integrativi ma dei "contenitori di servizi", ovvero delle organizzazioni che, in forma captive o più raramente a seguito dell'acquisto di una card associativa, mettono a disposizione dei propri clienti o associati la possibilità di attivare delle cure presso le strutture convenzionate al costo agevolato previsto dal gestore. Questo tipo di approccio consente agli assistiti di accedere a cure odontoiatriche a costi ridotti presso strutture convenzionate, anche quando le prestazioni non rientrano nelle coperture standard o superano i massimali previsti.

Questi piani rappresentano spesso una porta d'ingresso al mondo della sanità integrativa odontoiatrica, permettendo un primo approccio senza impegni economici significativi. Per i professionisti, rappresentano un'opportunità per ampliare il proprio bacino di pazienti, sebbene con margini leggermente ridotti rispetto alla clientela privata tradizionale; la struttura entra all’interno di un canale di comunicazione che porta visibilità e favorisce una interazione con una clientela qualificata attenta anche ai servizi. Tra questi sono molto apprezzati la tipologia di pagamenti accettati, finanziamenti, gli orari di apertura, il parcheggio, la possibilità di prenotare direttamente da una piattaforma online senza dover chiamare la struttura.

 

Piani prevenzione/urgenza

Si tratta di prodotti che tipicamente garantiscono una visita ed una ablazione del tartaro una volta all'anno ed in caso di una urgenza, quindi il classico "mal di denti", coprono le cure per l'intervento immediato se è presente un certificato del pronto soccorso.

Questi piani rispondono a una duplice esigenza: da un lato promuovono la cultura della prevenzione attraverso controlli regolari, dall'altro offrono una rete di sicurezza in caso di emergenze odontoiatriche. Per i dentisti, rappresentano un'opportunità per stabilire relazioni continuative con i pazienti, partendo da interventi di routine o urgenti che possono poi evolvere in trattamenti più complessi.

 

Piani infortuni

Si tratta di piani assicurativi che coprono tutte le spese a seguito di un infortunio, di solito sono compresi all'interno di coperture sanitarie più ampie che per vari motivi non coprono il rimborso delle spese per ordinarie cure dentali oppure sono presenti all’interno di contesti lavorativi come scuole o attività sportive. Anche in questo caso l'assicurato deve fornire anche il referto di pronto soccorso o altra documentazione che documenti oggettivamente l'Infortunio. Spesso accade che l’assicurato stesso non sia consapevole di essere in copertura; quindi, è buona norma che il professionista, in casi del genere si accerti insieme all’assistito se esiste questa possibilità.

 

Piani individuali stand alone

Qui il panorama è abbastanza variegato e frastagliato perché andiamo da piani individuali che prevedono una visita di ingresso per validare la assicurabilità, aspetto che spesso è stato visto con una certa criticità, a piani di stile anglosassone che hanno delle limitazioni importanti sul numero delle prestazioni.

La questione non banale di questi piani è quella di limitare l'antiselezione, ovvero il principio secondo il quale questo piano verrebbe acquisito solo da chi pensa di averne bisogno, il che rende difficile da parte delle compagnie la valutazione del rischio. Si tratta pertanto di una nicchia di mercato che continua a non essere significativa nel panorama complessivo della sanità integrativa odontoiatrica. Nonostante queste limitazioni, i piani individuali rappresentano una soluzione per liberi professionisti, lavoratori autonomi o persone non coperte da fondi collettivi che desiderano accedere a cure odontoiatriche programmate con una certa prevedibilità di costi.

 

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