Questo obbligo, che si estende fino al 13 febbraio 2026, completa la digitalizzazione della gestione dei rifiuti in Italia, con l’obiettivo di garantire una tracciabilità efficace e sicura dei rifiuti pericolosi in tutta la filiera.
La legge di riferimento per questo adempimento è il D. Lgs n. 152/2006, che stabilisce che tutti i produttori di rifiuti pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti e dal tipo di organizzazione, debbano registrarsi al RENTRI. Tra i soggetti interessati, quindi, rientrano anche i liberi professionisti e gli studi odontoiatrici, che producono rifiuti pericolosi, come evidenziato nell’art. 188 bis del decreto legislativo. La misura è stata estesa grazie al decreto n.59/2023, che ha introdotto l’obbligo di iscrizione per tutti i produttori di rifiuti pericolosi, inclusi i professionisti del settore odontoiatrico.
La norma è stata oggetto di alcune modifiche, con l’introduzione del comma 3bis nell'art.188 bis, che ha ampliato l'ambito di applicazione, estendendo l'obbligo di iscrizione al RENTRI a tutti i produttori di rifiuti pericolosi. Nonostante le modifiche, sono emerse discordanze interpretative tra il D. Lgs 152/06 e il decreto n.59/2023, che hanno spinto ANDI a inoltrare un “interpello dirimente” al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nel gennaio 2025, per chiarire la posizione degli studi odontoiatrici.
L’obiettivo era quello di evitare duplicazioni di informazioni già in possesso della Pubblica Amministrazione, come previsto dall’art.5 del Trattato Europeo, e di semplificare gli adempimenti per gli odontoiatri. Tuttavia, nonostante le argomentazioni presentate, l'orientamento del MASE è stato quello di confermare l’obbligo di iscrizione anche per gli Studi Odontoiatrici monoprofessionali e le StP monospecialistiche, che, pur essendo esonerati dalla tenuta dei registri di carico e scarico, devono comunque registrarsi al RENTRI, come stabilito dall’art.188 bis, comma 3bis, del D.Lgs 152/06.
L'iscrizione al RENTRI avrà luogo in una finestra temporale tra il 15 dicembre 2025 e il 13 febbraio 2026. Gli studi odontoiatrici dovranno pagare un diritto di segreteria di 10 euro per ogni unità locale, e un contributo annuale di 15 euro per il primo anno. Negli anni successivi, il diritto di segreteria rimarrà invariato, mentre il contributo annuale sarà ridotto a 10 euro.
ANDI ha ritenuto la risposta del MASE non soddisfacente e ha presentato una denuncia presso la Commissione Europea il 19 novembre 2025, contestando l'interpretazione e l'applicazione della norma, considerata inadeguata rispetto ai principi di proporzionalità e semplificazione amministrativa.
Nonostante la Commissione Europea abbia risposto il 8 dicembre 2025 dichiarando che non entrerà nel merito delle modalità di attuazione della legislazione ambientale a livello nazionale, ANDI continuerà a lottare affinché questa norma venga modificata. Nel frattempo, l'Associazione invita tutti i suoi soci a rispettare le scadenze e a comunicare agli altri colleghi associati le prossime tappe per adempiere a questo obbligo.
L’obbligo di iscrizione al RENTRI rappresenta una novità importante per gli studi odontoiatrici italiani, che dovranno adeguarsi a una normativa che punta a migliorare la tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Nonostante i dubbi e le difficoltà interpretative, gli odontoiatri sono chiamati a rispettare le scadenze previste e a prepararsi per l'adempimento. La Segreteria Sindacale Nazionale fornirà una guida all'iscrizione per agevolare il processo per i suoi associati, con l’obiettivo di semplificare il compito e garantire il rispetto delle normative in materia ambientale.