Quali fattori dovrebbero influenzare la scelta del manipolo per garantire precisione, durata e affidabilità nel tempo?
La strumentazione rotante è un elemento imprescindibile della normale attività quotidiana di uno studio odontoiatrico. Inevitabilmente essendo composta di parti meccaniche in movimento è soggetta ad usura e necessita di manutenzione regolare ad ogni utilizzo. La scelta deve essere guidata da fattori sia economici che di servizio. Sono da prediligere quelle marche che dispongono di un valido centro di assistenza tecnica sul territorio che possa garantire riparazioni veloci e convenienti. Un mio consiglio è di informarsi bene su questo aspetto chiedendo chi farà poi la manutenzione (idealmente è meglio che il referente della riparazione sia il venditore iniziale) ed il prezzo medio di una riparazione che, in casi estremi, può essere ben superiore al 50% del prezzo pagato all’inizio. Le aziende serie hanno oggi ormai una qualità costruttiva eccellente. È utile però spiegare che la qualità costruttiva è frutto di ben specifiche scelte progettuali e di una attenzione in fase produttiva a dettagli molto specifici. Questi comprendono la qualità dei materiali (acciai, tempra, rivestimenti delle parti rotanti in carbonio, cuscinetti in ceramica, qualità degli o-ring) e di test di qualità continui in tutte le fasi del processo produttivo. Basti pensare che le tolleranze negli elementi rotanti dei manipoli rossi e delle turbine devono rimanere al di sotto di 2-4 micron per garantire affidabilità nel tempo e bassa rumorosità. Queste tolleranze devono tenere conto della temperatura in fase di produzione perché la semplice espansione del metallo al variare della temperatura, se non controllata, può portare a problemi di affidabilità nel tempo.
Qual è la differenza tra manipoli moltiplicatori ad anello rosso e turbine? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascun tipo?
Una turbina ha una velocità di rotazione a vuoto (non lavorando) tra 320.000 e 400.000 giri/minuto. Tuttavia quando si appoggia la fresa sul dente la velocità di rotazione di lavoro si attesta intorno ai 200.000 giri/minuto e rallenta al progressivo aumentare della pressione esercitata dall’operatore. Ciò costringe l’operatore a lavorare “spennellando” la fresa per passaggi successivi. Un manipolo rosso ha invece una trasmissione meccanica e lavora sempre a 200.000 giri/minuto perché la potenza è fornita dal micromotore elettrico ed è di gran lunga superiore a quella di una turbina. Pertanto lavorando sempre a 200.000 giri un anello rosso consente di lavorare con pressione sul dente molto maggiore, garantendo così una maggiore precisione del lavoro. I manipoli rossi sono pertanto da preferire alle turbine poiché garantiscono maggiore precisione di lavoro e di capacità di taglio (proprio per la maggiore potenza).
Come il rumore emesso dai manipoli può influenzare l'esperienza del paziente? E quali strategie hanno adottato i produttori per rendere più confortevole l'ambiente di lavoro?
Come precedentemente esposto il rumore è il risultato di 3 fattori che si sommano. La qualità della progettazione delle parti rotanti (disegno degli ingranaggi, sistemi di accoppiamento dei rotori ecc..), i materiali utilizzati dal fabbricante (rivestimenti degli ingranaggi in carbonio per aumentarne la durevolezza e lo scorrimento, cuscinetti ceramici ecc..), e la manutenzione effettuata dall’operatore.
Un prodotto di bassa qualità sarà più rumoroso in partenza ma anche molto più rumoroso se la manutenzione tra paziente e paziente non viene fatta scrupolosamente. Un manipolo rumoroso è mal percepito dal paziente, risulta fastidioso ed alla lunga può stancare anche l’operatore. Tuttavia al giorno d’oggi è difficile trovare strumenti rotanti di aziende serie che non abbiano i requisiti minimi necessari. Gran parte della differenza la fa l’attenzione alla manutenzione che si effettua nello studio.
Quali tipi di manipoli sono maggiormente indicati per trattare pazienti pediatrici o pazienti con limitata apertura della bocca?
Oggi il mercato offre manipoli rossi, blu e turbine con testine miniature particolarmente adatte ad operare in bocce piccole o con aperture limitate. L’operatore può così accedere più agevolmente all’area di lavoro e soprattutto disporre di un campo visivo migliore. Va tuttavia sottolineato che testine piccole – soprattutto nelle turbine – hanno potenza ridotta e necessitano di frese miniature a gambo più corto. Una testina miniature di una turbina è poi intrinsecamente più delicata di una testina standard o torque. Va quindi prestata maggiore attenzione alla manutenzione di questi strumenti.
In che modo l'emissione di aerosol può guidare la scelta del manipolo in un contesto di prevenzione delle infezioni per l’operatore?
Tutti gli strumenti rotanti generano aerosol. Inevitabilmente. Lo spray e la rotazione della fresa creano micro goccioline che si diffondono nell’ambiente. Una buona aspirazione ed una protezione personale attenta sono gli unici due fattori che possono ridurre attivamente il rischio di infezioni crociate a danno dell’operatore.
Come devo invece gestire i rischi di infezioni crociate legate all’utilizzo di turbine e manipoli a danno del paziente?
L’OMS indentifica negli strumenti rotanti odontoiatrici uno dei maggiori fattori di rischio di trasmissione di infezioni crociate intra-pazienti. Uno strumento rotante è essenzialmente un insieme di ingranaggi e di tubi cavi. È inevitabile che l’aerosol, la saliva e il sangue con cui entra in contatto durante l’utilizzo vadano a contaminare le parti interne.
Le migliori marche dispongono di sistemi che riducono questa contaminazione limitando l’effetto di risucchio causata dalle parti in rotazione. Tuttavia questi sistemi non sono assolutamente sostitutivi di una corretta manutenzione e sterilizzazione che, per legge e per prassi, deve essere fatta dopo ogni utilizzo. Mai deve essere utilizzato un manipolo o una turbina su un paziente se non è stata pulita, lubrificata e soprattutto sterilizzata in autoclave prima dell’utilizzo.
È inoltre utile ricordare che l’autoclavaggio di un prodotto non preventivamente pulito e trattato non garantisce assolutamente la sterilizzazione.
Marco Lago
Proprietario ed amministratore delegato di Dentalica Spa.
Dal 1995 alla guida dell'azienda di famiglia fondata nel 1954.