L'importanza della masticazione e multidisciplinarietà in odontoiatria: l'esperienza della Dr.ssa Rosa Maria Laponte
Dr.ssa Rosa Maria Laponte
Intervista alla Dr.ssa Rosa Maria Laponte

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Rosa, la tua esperienza pluridecennale sul campo si è contraddistinta per passione e cura degli aspetti masticatori e funzionali dei tuoi pazienti. Come hai maturato questa consapevolezza?

Arrivando dall’ortodonzia, i morsi crociati mi hanno indotto a studiare i cicli masticatori evidenziare che riabilitando questi, sia nei bambini che negli adulti, si ridà, non solo funzione masticatoria al paziente, ma anche riabilitazione neuromuscolare. Si è visto che pazienti che hanno una buona masticazione hanno una maggiore capacità di apprendimento, migliore qualità di vita ed una maggiore stimolazione di tutto il cervello che li allontana da alcune patologie.

 

L’approccio che hai apportato nella tua libera professione ha una parola chiave: la multidisciplinarietà. Cosa ti ha indotto a dare questa impronta al tuo Studio?

Lavoro in multidisciplinarietà da quarant’anni, in quanto medico ho notato che l’apparato stomatognatico è di fondamentale importanza nella postura, nei problemi alla colonna vertebrale e su tutto il soma. Questo approccio mi aiuta nell’interpretare alcune patologie presenti nel paziente (es: scoliosi o piede varo). Solo valutando il paziente a 360° si riesce ad ottenere un miglior benessere psicofisico dello stesso. L’interazione con colleghi e professionisti, per cui nutro una profonda stima, è servita per consolidare una professione che va sempre di più verso la multidisciplinarietà.

 

In questa era di digitalizzazione, qual è il tuo punto di vista sulle valutazioni strumentali? Che spazio trovano nella tua pratica quotidiana?

La valutazione strumentale nella mia Clinica ha un ruolo di fondamentale importanza da sempre. Non posso finire una diagnosi se dopo un accurato esame clinico non eseguo esami strumentali come radiografie, elettromiografie, pedana posturometrica. I macchinari presenti in Clinica sono tra gli elettromedicali più all’avanguardia e vengono continuamente aggiornati, per avere un aiuto sempre più performante in diagnosi.

 

Parliamo ora di pazienti sportivi, tuo altro grande cavallo di battaglia. Che differenze di gestione, se ve ne sono, riscontri in questa classe di pazienti?

Ho curato da sempre pazienti sportivi di altissimo livello, in quasi tutte le discipline sportive (calcio, sci, tennis, atletica). Questi devono essere trattati con la massima dovizia utilizzando il loro corpo per professione. Va da sé che il paziente sportivo deve essere prima inquadrato nella sua globalità, per poi decidere attraverso gli esami strumentali (quali ad esempio l’elettromiografia) quali muscoli possono creare problemi durante il gesto atletico. Anche il paziente non sportivo viene monitorato con gli esami strumentali, ma a differenza di questo, nello sportivo, si approfondisce la gestualità atletica per valutarne una terapia mirata. 

 


 

Dr.ssa Rosa Maria Laponte

Laureata in medicina e chirurgia presso Università degli studi di Modena. Iscritta all'ordine dei medici chirurghi di Monza e Brianza. Master odontoiatria sportiva Università di Chieti, Master posturologia Università di Pisa.

 

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