Tra questi, rivestono particolare interesse i dati ISA DK21U, riferiti all’attività degli studi odontoiatrici e delle imprese operanti nel settore odontoiatrico.
Nonostante la tecnicità della materia, i primi commenti veicolati da alcuni media si sono distinti per un tono eccessivamente superficiale, quando non apertamente sensazionalistico. Una lettura affrettata e poco informata, che ignora un passaggio ormai consolidato: da sette anni non si parla più di studi di settore e indici di congruità, ma di un sistema basato sull’affidabilità fiscale, fondato su logiche statistiche più evolute e finalizzate a premiare i contribuenti più corretti.
In attesa dell’approfondimento ufficiale che potrà essere redatto solo dopo la pubblicazione dei dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate, è possibile avanzare una prima valutazione di sintesi, limitata alle informazioni attualmente disponibili. L’attenzione si concentra, in particolare, sugli studi monoprofessionali con reddito dichiarato superiore a 30.000 euro, sia perché rappresentano i due terzi dei soggetti ISA del comparto, sia perché l’analisi di forme associative, S.r.l. e S.T.P. è più articolata per la presenza di molteplici variabili.
Il primo dato rilevante riguarda l’aumento della media dei compensi dichiarati, cresciuta di circa il 4% rispetto al 2022. Ancora più significativo è l’aumento del reddito medio, che segna un +8% nello stesso periodo. Si tratta di segnali positivi che confermano la solidità economica del settore.
Affidabilità fiscale: 60% in zona premiale
Altro dato di rilievo è quello legato alla distribuzione dei punteggi ISA: circa il 60% degli odontoiatri italiani rientra nella cosiddetta zona premiale, ottenendo un punteggio tra 8 e 10. Questo significa che la maggior parte dei dentisti viene riconosciuta come altamente affidabile sotto il profilo fiscale.
Per il restante 40%, non sono ancora disponibili dati dettagliati, ma sulla base dell’esperienza degli anni precedenti si può stimare che solo una minoranza (tra il 15 e il 20%) non raggiunga la sufficienza, ottenendo un punteggio inferiore a 6.