Durante la gravidanza e l'allattamento è dimostrato un netto incremento di problematiche odontostomatologiche. Frequenti sono la comparsa di gengiviti, sanguinamento sia spontaneo che provocato, aumento di sensibilità dentaria e altri fastidi di vario tipo.
Secondo esperti in pedodonzia, in questo periodo è importantissimo che una madre inizi a adottare buone pratiche di igiene orale e alimentari, per avere denti e gengive sani e per evitare che problemi già esistenti si aggravino. Queste perché i suoi comportamenti, influenzeranno la salute orale del neonato: infatti la cura della salute orale del bambino, inizia nel grembo materno.
Ma in che modo la gravidanza può incidere sulla salute orale di una madre?
Cambiamenti importanti si manifestano al livello cardiovascolare, con conseguenze sulla vascolarizzazione dei tessuti gengivali, a causa dell’aumento dei livelli di estrogeni e progesterone. Questo porta a delle reazioni infiammatorie sproporzionate nei confronti dei microrganismi della placca batterica, che possono portare a gengiviti o, in casi più gravi, a parodontiti. Durante la gravidanza, quindi, il rischio diventa più alto: secondo gli studi, a livello internazionale le gengiviti colpiscono fino a più del 60% delle donne in dolce attesa, e la prevalenza di parodontiti arriva a circa il 40%.
Un altro aspetto da considerare è lo smalto dentale. A causa di vomito frequente, reflusso esofageo e nausea, spesso manifestati in gravidanza, si espongono i denti ad acidi in grado di erodere lo smalto, con conseguenti carie se non si adotta una costante igiene orale. Il colpo di grazia lo infliggono cibi e bevande zuccherate, assunte in modo sregolato. I batteri responsabili della carie metabolizzano gli zuccheri e producono acidi provocando demineralizzazione dello smalto, che col tempo esita nella formazione di una cavità cariosa, peggiorando il quadro generale.
E in che modo può incidere sul nascituro?
La connessione si presenta al momento della nascita. Il contatto tra madre e neonato avviene fin dal primo giorno. Se si incoraggia la corretta igiene orale della gestante si riducono i batteri cariogeni nella sua bocca e si ritarda la colonizzazione di quella del neonato, che può avvenire tramite piccoli gesti che comportano uno scambio di saliva, dai baci sulla bocca alla pulizia del ciuccio caduto a terra con la propria saliva, l’assaggio della pappa con lo stesso cucchiaio con cui si imbocca il bambino, la rottura con i denti di un pezzo di frutta o pane. Avendo un sistema immunitario immaturo e un microbiota orale in formazione, il neonato acquisisce facilmente questi microbi che, in assenza di denti sono innocui, ma alla prima eruzione, entrano in azione.
È chiaro quindi che la salute orale di un neonato inizi prima della nascita.
Ma non è finita qui: buone pratiche possono essere adottate, dopo la nascita, anche prima della comparsa dei dentini, per limitare al massimo la colonizzazione da parte dei microrganismi.
È consigliato pulire gengive, lingua e bocca del neonato al termine di ogni poppata per eliminare i residui di latte massaggiando delicatamente con un guantino o un ditalino in silicone o una garza inumidita con acqua e avvolta intorno a un dito. Soprattutto dopo le poppate notturne perché vengono meno i meccanismi di detersione della saliva e della lingua. Familiarizzare con queste pratiche fin da subito potrebbe rendere più facile, per il bambino, affrontarle in futuro.
Con la comparsa degli incisivi, a 6 mesi, e dei molari, tra 14 e 18 mesi, è necessario iniziare a usare lo spazzolino, a setole morbide e testina piccola, per pulire sia le superfici lisce sia i solchi occlusali, 2 o 3 volte al giorno. In questo periodo è importante anche l’utilizzo del ciuccio: se prolungato oltre i 2-3 anni può creare deformazioni della crescita ossea del palato e un’alterazione delle arcate dentarie con disfunzioni nella deglutizione e nella respirazione.
La prima visita
L’ultimo aspetto, ma non per importanza, da considerare è quello della prima visita odontoiatrica. Le raccomandazioni cliniche in odontostomatologia del Ministero (2017) consigliano una prima visita con l’odontoiatra pediatrico a 18-24 mesi indipendentemente dalla presenza o meno di problemi.
Per alcuni professionisti però, sarebbe bene anticipare la visita entro 2-3 mesi dopo il parto per spiegare ai genitori come eseguire l’igiene orale fin da subito e quali comportamenti adottare per evitare il trasferimento di batteri cariogeni. In questa occasione si avrà anche modo di controllare la struttura del cavo orale, in particolare del frenulo: Se troppo corto impedirà la normale mobilità linguale e la corretta suzione del latte dal capezzolo materno usando una forza eccessiva con le gengive e i muscoli delle labbra, provocando dolore al seno.