Gen Z e apparecchio: da stigma a simbolo di identità
ragazza con apparecchio ortodontico in metallo
Sui social impazza la "braces community": il metallo sui denti non è più nascosto, ma mostrato con orgoglio dai giovani.

Per anni l’apparecchio fisso è stato il simbolo del disagio adolescenziale, rappresentato in film e serie come un dettaglio imbarazzante, spesso legato a personaggi marginali o goffi. Oggi, però, il panorama è radicalmente diverso. Su TikTok e Instagram, milioni di adolescenti condividono il proprio percorso ortodontico con entusiasmo: elastici fluorescenti, racconti ironici sulle rinunce alimentari e sorrisi fieri davanti alla telecamera hanno ribaltato lo stereotipo.

 

Il fenomeno delle “braces community”

Gli hashtag #braces e #braceface raccolgono milioni di visualizzazioni, alimentando vere e proprie comunità digitali. «Molti adolescenti vedono l’apparecchio come una forma di auto-espressione o un accessorio divertente, spiega Steven Siegel, presidente dell’American Association of Orthodontists. Non è più un difetto da nascondere, ma un simbolo di appartenenza». La logica non è quella dell’invisibilità promessa dagli allineatori trasparenti, ma della visibilità consapevole: un percorso da raccontare, non da occultare.

 

Modelli positivi e celebrità

Il processo di normalizzazione è stato accelerato da volti noti che hanno mostrato pubblicamente i propri brackets: da Justin Bieber a Tom Cruise, fino a Zac Efron. In Italia, artisti come Ghali hanno parlato con leggerezza della loro esperienza ortodontica. Un altro esempio particolarmente significativo è l’elezione della nuova Miss Italia, Katia Buchicchio, che porta l’apparecchio fisso: per la prima volta in quasi ottant’anni di concorso, il “sorriso metallico” non è un ostacolo, ma parte integrante dell’immagine vincente. E poi ci sono esempi attuali come Lamine Yamal, astro nascente del calcio mondiale, che non solo non nasconde l’apparecchio, ma lo ha persino personalizzato con i colori della sua squadra.

 

La contraddizione apparente

Il ritorno di popolarità degli apparecchi metallici convive con la crescita del mercato degli aligner trasparenti. Secondo AIDI Italia, i trattamenti con brackets colorati e personalizzabili sono cresciuti del 30% negli ultimi anni. «I pazienti più giovani abbracciano la fiducia che deriva dal ridefinire gli standard di bellezza – osserva l’ortodontista Nicholas Riccio –. Inoltre, l’apparecchio fisso offre un controllo più preciso rispetto agli aligner, senza le preoccupazioni legate alla costanza d’uso».

 

Una nuova serenità

Per i professionisti del settore, questo cambio culturale è rilevante: significa poter proporre ai giovani pazienti l’apparecchio fisso non come un male necessario, ma come uno strumento di salute che oggi viene percepito senza stigma. L’estetica rimane importante, ma l’idea di un “sorriso con l’apparecchio” non è più sinonimo di disagio: è parte di un percorso che sempre più adolescenti affrontano con naturalezza.

 

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