FLUSSO DIGITALE E TELEMEDICINA

Dott. Gianguido Cossellu
Laureato a pieni voti all’Università degli Studi di Milano in Odontoiatria e Protesi Dentaria nel 2008. Nel 2011 consegue la Specializzazione in Ortognatodonzia con lode. Già Prof. a.c. presso la Scuola
di Specializzazione in Ortognatodonzia – Università degli Studi di Milano. Successivamente consegue il Dottorato di Ricerca in Scienze Odontostomatologiche, nel 2017 presso il medesimo Ateneo; Assegnista di Ricerca negli anni 2017- 2019. Autore di numerosi articoli su riviste internazionali. Medico certificato Invisalign e Mentor Invisalign per il Progetto Labrador & Account Network. Lavora principalmente come ortodontista in diversi studi privati in Milano e provincia.

 

In che modo Soluzioni digitali come suite di app e scanner intraorali possono influire sulla comunicazione con il paziente?

L’approccio digitale è ormai un elemento di grandissima importanza nella comunicazione con tutti i nostri pazienti, siano essi bambini, adolescenti o adulti. Sin dalla prima visita, con una scansione della durata di 2-3 minuti, gli possiamo far vedere il modello digitale della loro bocca. Questo ci consente di renderli partecipi e consapevoli di quella che è la loro condizione, facendogli capire le necessità e le possibilità di trattamento, sia esso di tipo ortodontico o altro; inoltre oggi siamo in grado di individuare la presenza di lesioni cariose interprossimali senza utilizzo di radiazioni, grazie alla nuova tecnologia NIRI. Possiamo anche sfruttare diverse app a nostra disposizione per mostrargli una prima simulazione della correzione della malocclusione. Questo genera nel paziente grande entusiasmo e ne aumenta significativamente l’interesse verso il trattamento. Un'altra applicazione di grande impatto ci consente di mostrare la simulazione della correzione del sorriso del paziente direttamente inserita nel contesto del suo viso: basta caricare una foto del paziente sorridente e nel giro di pochi secondi si ha il riscontro da condividere sullo schermo.

 

In che modo la digitalizzazione può influire sul workflow dello studio?

La digitalizzazione ha già influito moltissimo in tutto il mio modo di lavorare, a partire dalla riduzione dei costi, con particolare riferimento a tutti i materiali da impronta che non sono più necessari, alla riduzione degli spazi necessari allo stoccaggio dei modelli in gesso, alla velocità di comunicazione col tecnico, alla possibilità di effettuare progettazioni digitali estremamente precise e veloci, sia in ambito ortodontico che in ambito protesico. Nel giro di pochi secondi, con ancora il paziente in studio, il tecnico è già in grado di procedere con la lavorazione, sia essa di una corona, un intarsio, una faccetta o un’apparecchiatura ortodontica. Miglioramenti assoluti in termini di efficacia ed efficienza senza mai prescindere dall’etica e dalla qualità dei trattamenti. Altro aspetto fondamentale risiede nella possibilità di monitoraggio delle condizioni sia dentali che parodontali, grazie a software che permettono il confronto immediato tra due scansioni e la valutazione dell’avanzamento del trattamento. Possiamo infatti sovrapporre una scansione in corso di trattamento e avere una comparazione rispetto alla rispettiva fase del piano di trattamento originale. Questo consente a noi di capire come procede il trattamento ed eventualmente di motivare il paziente stesso. Inoltre, in un contesto in così rapida evoluzione, ci stiamo costantemente muovendo anche in quello che è un nuovo aspetto legato al concetto di telemedicina. E anche in questo caso, ci può venire incontro un'applicazione specifica che consente un monitoraggio dei pazienti a distanza, riducendo di molto il numero delle visite in studio e di conseguenza i tempi e costi alla poltrona.

Ritiene che l’avvento del digitale abbia cambiato la percezione dell’ortodontista? Se sì come?

Decisamente sì. Molti professionisti del settore non sono ancora passati all'utilizzo anche parziale delle nuove tecnologie legate al mondo digitale. È però chiaro a tutti noi come i nostri pazienti, in particolare la fascia degli under 30, sia costantemente immersa in un mondo dove il digitale e la tecnologia sono la normalità in ogni ambito, incluso quello medico e odontoiatrico. Si può scegliere di continuare a essere visti come degli “antichi” che girano su macchine d’epoca, o decidere di aggiornarsi e sfruttare quelle che sono le enormi potenzialità che il mondo digitale mette a nostra disposizione. Nessuno è obbligato, ma il peso di certe scelte incide e inciderà sempre più sul successo della nostra professione.

Che approccio utilizza con i pazienti in crescita?

Per la quasi totalità dei miei pazienti oggi riesco a proporre una terapia che prevedere l’utilizzo di un solo apparecchio; un solo trattamento che mi consente di correggere sia problemi di allineamento dentale, ma ancor di più problemi legati alla crescita delle basi ossee. Le attuali potenzialità dei trattamenti con allineatori ci consentono di gestire al meglio malocclusioni di I, II e III classe, morsi profondi e aperti, correzioni di crossbite posteriori e anteriori sin dai 6-7 anni di età, correzioni legate alla forma di arcata, gestione e mantenimento degli spazi in fase di permuta e tutto ciò che fino a pochi anni fa trattavo con i più svariati attivatori, archi, barre varie o apparecchiature fisse di qualsivoglia fattezza. Tutte soluzioni alternative valide ed efficaci, ma che ormai ho deciso di utilizzare come eventuali seconde scelte: oggi grazie agli allineatori sono in grado di offrire al mio paziente un trattamento efficace, veloce e sicuro almeno al pari di quello che si faceva in passato, ma garantendogli in aggiunta un elevato comfort, una miglior igiene ed un'alta valenza estetica, con grande soddisfazione per entrambi.

 

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