In un comunicato datato 9 dicembre 2025, la Fimmg Lazio ha messo in discussione la legittimità di tali controlli, puntando il dito contro l'applicazione di indicatori di spesa individuali sui medici e la violazione dell'autonomia professionale.
Questo passo è stato intrapreso con l’obiettivo di tutelare il diritto dei medici di prescrivere liberamente, in base a scienza e coscienza, senza pressioni economiche che possano influenzare la qualità delle cure fornite ai pazienti.
In primo piano, la Fimmg Lazio ha evidenziato come le pratiche di monitoraggio della spesa farmaceutica siano incompatibili con le regole giuridiche in vigore. In particolare, l’applicazione di indicatori di spesa individuali, che vanno a colpire i singoli medici, è stata ritenuta illegittima, in quanto contraria a diverse sentenze della giurisprudenza italiana, come quelle del Consiglio di Stato e della Cassazione. Questi giudizi tutelano la libertà prescrittiva del medico e pongono in discussione la legittimità di procedure che interferiscano con tale autonomia.
La Fimmg Lazio sostiene che l’appropriatezza prescrittiva debba restare al centro della pratica medica, ma nel rispetto dell’autonomia dei professionisti, senza che vengano imposte limitazioni che possano compromettere la qualità delle cure. Il monitoraggio della spesa dovrebbe, infatti, essere basato su parametri clinici e non su criteri economici, per evitare che il trattamento del paziente venga influenzato da logiche finanziarie.
Nel documento inviato alla Regione Lazio, alle ASL locali e agli Ordini dei Medici, la Fimmg Lazio ha chiesto la sospensione immediata delle procedure di monitoraggio ritenute illegittime. La Federazione ha sollecitato una verifica approfondita della legittimità delle pratiche in corso, evidenziando come le normative vigenti, come la legge 208/2015, prevedano esclusivamente verifiche aggregate, e non individuali, della spesa farmaceutica.
Secondo la Fimmg, le pratiche attuate dalla Regione Lazio violano la normativa nazionale e rischiano di minare l’autonomia dei medici, spingendoli a prendere decisioni basate su incentivi economici anziché sulla salute dei pazienti. L’applicazione di indicatori individuali, infatti, risulta incompatibile con la legge, che invece prescrive controlli aggregati per gruppi di medici e non su singoli professionisti.
La Fimmg Lazio ha ribadito che il monitoraggio della spesa farmaceutica deve essere fondato su evidenze cliniche, piuttosto che su parametri finanziari. L’obiettivo primario della professione medica è, e deve rimanere, la salute del paziente. Qualsiasi intervento che possa compromettere la qualità delle cure per motivi economici è visto come inaccettabile dalla Federazione.
In questo senso, la Fimmg Lazio ha chiesto una ridefinizione degli indicatori di spesa, in modo che possano essere condivisi con i professionisti e in linea con le normative vigenti. La Federazione ha anche proposto l’avvio di tavoli tecnici con la Regione Lazio, al fine di discutere e sviluppare soluzioni che rispettino pienamente l’autonomia dei medici, pur mantenendo gli obiettivi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Nonostante le preoccupazioni espresse, la Fimmg Lazio ha sottolineato la propria disponibilità a un confronto costruttivo con le istituzioni regionali. L’obiettivo è trovare soluzioni che siano giuridicamente legittime e che rispondano alle esigenze di un SSN sostenibile, ma che al contempo tutelino l’autonomia prescrittiva dei medici e garantiscano una sanità di qualità, incentrata sulla salute del paziente.
La posizione della Fimmg Lazio riguarda temi cruciali per il funzionamento del Sistema Sanitario Nazionale e per la tutela della professione medica. La richiesta di sospensione delle pratiche illegittime e la proposta di un dialogo con la Regione Lazio sono passi importanti per garantire un sistema di controllo più equo e rispettoso delle normative giuridiche. È fondamentale che la spesa farmaceutica venga monitorata in modo trasparente e scientifico, senza compromettere l’autonomia dei medici e la qualità delle cure fornite ai cittadini. La Fimmg Lazio ha aperto un canale di discussione con le istituzioni regionali, sperando in un esito che possa risolvere le problematiche sollevate e promuovere un SSN davvero al servizio della salute pubblica.
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