EFP: le nuove linee guida su estetica e pazienti
Paziente con bocca aperta e medico con specchietto
La Federazione Europea di Parodontologia (EFP) ha pubblicato un importante rapporto di consenso dal titolo “Aesthetics and Patient-Reported Outcomes in Periodontology and Implant Dentistry”, che pone l’accento su due dimensioni spesso trascurate nella pratica clinica: l’estetica e l’esperienza del paziente.

Il documento è il risultato di un workshop EFP svoltosi a Firenze nel gennaio 2025, in collaborazione con la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) e la Società Spagnola di Parodontologia (Sepa). Il lavoro si è basato su cinque revisioni sistematiche che hanno analizzato tre situazioni cliniche ad alto impatto estetico:

  • i difetti di recessione gengivale (GRD),
  • il posizionamento implantare immediato o differito,
  • il trattamento delle deiscenze dei tessuti molli perimplantari.

Il professor Spyros Vassilopoulos, presidente dell’EFP, ha definito il consenso “una svolta”, sottolineando come l’obiettivo sia fornire un’assistenza non solo basata sull’evidenza scientifica, ma anche sulla percezione e soddisfazione del paziente. Il documento evidenzia infatti la necessità di integrare CRO (Clinician-Reported Outcomes), PRO (Patient-Reported Outcomes) e PRE (Patient-Reported Experiences) nella pratica quotidiana.

Nel trattamento dei difetti di recessione gengivale, le tecniche con lembo avanzato coronalmente (CAF) associato a innesto di tessuto connettivo (CTG) hanno dimostrato un’ottima copertura radicolare, con punteggi estetici clinici positivi. Tuttavia, la percezione estetica del paziente non sempre ha coinciso con quella del clinico, a dimostrazione che i parametri clinici da soli non bastano a valutare il successo terapeutico.

Nel contesto implantare, l’aggiunta di CTG durante il posizionamento dell’impianto ha contribuito a stabilizzare il margine mucoso, ma i punteggi clinici e quelli dei pazienti non hanno pienamente catturato questi benefici.

Al contrario, nel trattamento delle deiscenze perimplantari, l’approccio con CAF e CTG ha ottenuto risultati favorevoli sia per i clinici sia per i pazienti, segnalando una maggiore convergenza tra gli esiti tecnici ed esperienziali.

Il rapporto ribadisce l’importanza di utilizzare strumenti validati come le PROM (Patient-Reported Outcome Measures) per valutare l’effettivo impatto dei trattamenti sulla salute e sul benessere dei pazienti. Secondo il professor David Herrera, autore corrispondente e presidente del workshop, l’inclusione sistematica delle opinioni dei pazienti è ormai imprescindibile: “Non si tratta solo di curare, ma di ascoltare e coinvolgere”.

Gli autori incoraggiano lo sviluppo di studi clinici che integrino sistematicamente i dati clinici con le percezioni e le esperienze dei pazienti, riportando anche i potenziali rischi dei trattamenti. Solo così sarà possibile garantire che il successo clinico corrisponda alla soddisfazione del paziente.

Questo consenso rappresenta anche la base per il prossimo workshop EFP previsto nel 2026, che affronterà la gestione delle deformità mucogengivali e dei difetti dei tessuti peri-implantari.

Per maggiori informazioni visita il sito della Federazione Europea di Parodontologia.

 

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