L’acquisto del riunito rappresenta una delle maggiori spese per apparecchiature nello studio dentistico. Quali sono gli elementi caratterizzanti da prendere in considerazione nella scelta di un riunito top di gamma? Quanto è importante il design?
L’acquisto di un riunito top di gamma è chiaramente una scelta di valorizzazione del proprio studio; dunque inevitabilmente un design esclusivo costituisce un essenziale elemento di scelta. Il design deve però sposarsi con un'ottima ergonomia che permetta l'impiego quotidiano del riunito senza affaticare l’operatore, prevedendone pure l’utilizzo mancino. L’applicazione di tecnologie di ultima generazione, quali le telecamere a bordo lampada per documentare l’attività clinica e l’integrazione di parte del workflow digitale come gli scanner intraorali 3D, completano il gruppo di elementi da considerare per una scelta ottimale.
Qual è la differenza tra un riunito entry level e uno top di gamma, quanto incide sul prezzo?
Naturalmente da un riunito entry level non ci si aspettano molte delle caratteristiche indicate per la scelta del top di gamma. Resta importante l’ergonomia ma si possono sacrificare elementi quali il design e l’integrazione della tecnologia. Difficile dire quanto possa incidere la differenza di prezzo dato che la scelta del riunito top del proprio studio si sottrae alle rigide logiche di rapporto qualità-prezzo: se un modello davvero ci convince si è pronti a spendere il 50-100% in più che per un modello base. Nei top di gamma è molto apprezzata la costruzione con parti metalliche invece che di plastica (meno resistenti) e la presenza di dettagli arrotondati per semplificarne la disinfezione.
I riuniti sono sempre più hi-tech, in che modo si connettono con gli altri dispositivi dello studio? Sono integrati agli strumenti diagnostici e ai dispositivi multimediali?
Sicuramente la normativa generalmente indicata come INDUSTRY 4.0 ha dato forte impulso alla connessione del riunito con altri dispositivi dello studio, bisogna però distinguere tra i brand che da tempo progettano i propri riuniti in funzione della loro interconnessione via software e quelli che semplicemente hanno installato all’ultimo momento “accrocchi” solo per inseguire gli sgravi fiscali spesso in maniera discutibile. I prodotti del primo tipo si connettono via L.A.N. supportati da un unico software che riassuma ogni esigenza dello studio, da quelle specialistiche a quelle di controllo, e che li collegano ad ogni strumento del workflow digitale o multimediale quali le telecamere a bordo lampada.
Oltre agli odontoiatri, l'attenzione si sposta sempre più sul paziente. A suo avviso le peculiarità del riunito possono influenzare l’esperienza del paziente? In che misura?
Con un riunito top di gamma il paziente deve vivere un’esperienza unica, molto diversa da quella che è abituato a vivere dal dentista. Deve sedersi su una selleria eccezionalmente rilassante, poter contare su strumenti multimediali che gli illustrino il proprio percorso clinico ed entusiasmarsi per l’impiego di tecnologia all’avanguardia.
Come si sono evolute negli ultimi anni le esigenze dei dentisti e come hanno risposto i produttori? Cosa significa oggi realizzare un prodotto affidabile?
Le nuove esigenze dei dentisti riguardo alle caratteristiche dei riuniti sono principalmente rivolte all’integrazione di tecnologia legata al workflow digitale ed agli aspetti multimediali. Poi i riuniti più avanzati oltre ad essere sempre più progettati allo scopo di essere affidabili e durevoli sono pensati per essere interconnessi ad un unico software che ne permette sia il continuo aggiornamento sia il monitoraggio delle prestazioni.
L'importanza della personalizzazione è in costante aumento. In che misura la richiesta di individualità incide sul design?
Partendo dal presupposto che il design deve innanzitutto essere ergonomico e che le esigenze legate all’ergonomia non variano in modo sostanziale da individuo a individuo, è opportuno progettare il riunito in modo ottimale e suggerire a tutti gli utilizzatori la medesima ideale postura. La personalizzazione sarà invece marcata sugli elementi estetici (tipo e colore della selleria) e quelli clinici (ampia gamma di manipoli intercambiabili anche durante il funzionamento del riunito).
La corretta manutenzione può incidere sulla funzionalità e sulla vita di questo strumento? Quali sono i rischi correlati a una manutenzione non corretta?
Il riunito ha parti meccaniche ed idrodinamiche: è quindi naturale che alcune di queste si usurino durante l’utilizzo. In ogni caso per garantirsi un funzionamento ottimale basterà effettuare gli interventi periodici di manutenzione previsti dalle case produttrici, proprio come siamo abituati a fare per le nostre automobili.
Come si relaziona il supporto tecnico e il servizio post-vendita nel mantenere l'efficienza operativa di questi apparecchi?
Come anticipato nella mia precedente risposta è bene incaricare tecnici specializzati per effettuare le manutenzioni periodiche. Suggerisco di verificare che i tecnici coinvolti siano regolarmente autorizzati dalla casa madre.
Quanto è importante che il personale di studio sia formato e abbia le adeguate conoscenze delle procedure di manutenzione?
È importante che tutto il personale dello studio sia adeguatamente formato sul corretto utilizzo del riunito, inclusi i suggerimenti sulla giusta postura da assumere. Le assistenti devono avere ben chiare le procedure di igienizzazione e sanificazione. In studio però non è necessaria alcuna competenza sulla manutenzione vera e propria, che necessita il coinvolgimento di tecnici specializzati.
Oggi la tecnologia di questi apparecchi ha raggiunto livelli molto alti. A suo parere quali sono le tendenze che influenzeranno lo sviluppo futuro dei riuniti odontoiatrici?
Credo che assisteremo ad una sempre maggiore integrazione di tecnologia nei riuniti, proprio come avviene da anni nelle automobili. Sicuramente l’applicazione di telecamere e microfoni a bordo lampada non ha ancora pienamente espresso tutte le sue enormi potenzialità applicative: dettatura di testi, comandi vocali, raccolta immagini dell’attività clinica, ecc.
Ing. Riccardo Pradella
Amministratore delegato di PLANMECA Italia.