Come cambia la funzione orale con lo sviluppo dentario
bambino in visita dal dentista
La masticazione, la deglutizione e tutte le funzioni orali fondamentali non dipendono solo dalla crescita scheletrica e muscolare dei bambini, ma anche dallo stadio di sviluppo della dentizione.

Comprendere come queste abilità evolvano nel passaggio dalla dentatura decidua a quella permanente è cruciale per monitorare in modo corretto lo sviluppo neuromotorio, individuare eventuali difficoltà e orientare interventi preventivi e clinici. Uno studio recente condotto presso il Karolinska Institutet ha analizzato in modo sistematico come i diversi stadi dentari influenzino la forza muscolare orofacciale, l’efficienza masticatoria e le abilità di deglutizione nei bambini sani, fornendo dati oggettivi e riferimenti clinici di grande interesse per odontoiatri, pedodontisti, logopedisti e ricercatori.

Il lavoro ha coinvolto 120 bambini suddivisi in sei gruppi, secondo la classificazione di Hellman, che distingue le fasi della dentizione dall’infanzia all’adolescenza: dalla dentatura decidua completa alle fasi miste iniziali e avanzate, fino alle stadi permanenti. Per ciascun partecipante è stata misurata la forza dei muscoli orofacciali – inclusi forza bite, pressione linguale, pressione delle guance e delle labbra – insieme a una valutazione strutturata della funzione masticatoria e della deglutizione attraverso test consolidati quali il Chewing Efficiency Test, il Food Comminution Test, il Mixing Ability Test e il TOMASS-C.

I risultati evidenziano un quadro chiaro: avanzando da uno stadio dentario all’altro, la forza muscolare e la capacità funzionale migliorano in modo significativo. La forza massima del morso aumenta in modo marcato già nel passaggio dalla dentizione primaria alla fase mista iniziale e continua a crescere fino allo stadio permanente avanzato, dove raggiunge livelli circa due volte e mezzo superiori rispetto ai bambini più piccoli. Anche la pressione linguale registra incrementi consistenti, con salti evidenti nei passaggi chiave dello sviluppo dentale; secondo i dati, i bambini nella fase permanente tardiva presentano valori di pressione linguale quasi doppi rispetto a quelli nella dentatura primaria. La pressione delle guance mostra variazioni significative tra gli stadi, mentre la pressione labiale risulta più stabile, senza differenze statisticamente significative, confermando quanto riportato da precedenti ricerche.

L’evoluzione della funzione masticatoria segue un andamento analogo. Nei test che analizzano il numero di cicli masticatori, la frammentazione del cibo e la capacità di miscelazione, i bambini con una dentizione più sviluppata dimostrano maggiore efficienza, tempi più brevi e una migliore coordinazione. Si è osservato come il tempo necessario per masticare e deglutire si riduca progressivamente, mentre aumenta la capacità di frammentare il cibo con un minor numero di cicli masticatori.

Uno dei risultati più interessanti emerge dal TOMASS-C, un test che misura l’intero processo di ingestione solida: numero di morsi, cicli masticatori, atti deglutitori e durata totale. Lo studio mostra che i bambini più piccoli impiegano più tempo e compiono un numero maggiore di cicli masticatori per completare la deglutizione di un cracker rispetto ai bambini più grandi. Le differenze più marcate si osservano tra la dentatura primaria e la dentatura mista iniziale, e tra la dentatura mista e quella permanente, segnalando fasi di sviluppo neuromotorio particolarmente rilevanti. I grafici di pagina 6 illustrano chiaramente come durata totale e numero di cicli si riducano con l’avanzare della maturazione dentaria, evidenziando un pattern coerente di miglioramento funzionale.

Nel complesso, lo studio conferma che la maturazione dentaria non rappresenta solo un cambiamento anatomico, ma svolge un ruolo determinante nello sviluppo della forza orofacciale e delle funzioni orali complesse. Il passaggio ai molari permanenti, ad esempio, fornisce una superficie occlusale più ampia e stabile, che sostiene l’aumento della forza masticatoria e una maggiore efficienza nella frammentazione del cibo. Parallelamente, lo sviluppo neuromuscolare accompagna questi cambiamenti, portando i bambini verso un controllo più maturo dei movimenti mandibolari, della lingua e dei muscoli periorali.

Gli autori sottolineano anche l’importanza dell’approccio metodologico adottato: una batteria completa di test oggettivi consente di ottenere una valutazione più accurata e multidimensionale della funzione orale rispetto a misurazioni isolate. Questa metodologia offre un potenziale significativo per la pratica clinica, poiché permette di individuare eventuali ritardi nello sviluppo motorio orale, intercettare disfunzioni e monitorare l’impatto di terapie ortodontiche e riabilitative nel tempo.

In conclusione, lo studio dimostra che il progredire degli stadi dentari influenza in modo sostanziale la forza muscolare orofacciale e le prestazioni masticatorie e deglutitorie nei bambini. Si tratta di un contributo scientifico prezioso per comprendere meglio come dentizione, crescita e controllo neuromotorio si intreccino nello sviluppo del bambino, e fornisce dati utili per la valutazione clinica e il monitoraggio del funzionamento orale nelle diverse tappe della crescita.

Leggi lo studio completo.

 

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