"Chewing. Sei come mangi": il dispositivo che studia la masticazione
"Chewing. Sei come mangi": il dispositivo che studia la masticazione
Dall'Università Cattolica un progetto innovativo che collega il movimento dei muscoli masticatori a metabolismo, insulina e salute sistemica.

Un gesto semplice e quotidiano come masticare potrebbe diventare una nuova frontiera per la diagnosi precoce di malattie metaboliche.

Nasce da questa intuizione “Chewing. Sei come mangi”, il dispositivo sviluppato dal Laboratorio di Intelligenza Metabolica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sotto la guida del professor Giuseppe Maulucci.

Il sistema utilizza piccoli sensori applicati alla mascella per misurare in tempo reale tempo, intensità e frequenza dei movimenti masticatori, parametri che – secondo i ricercatori – possono rivelare alterazioni legate a disturbi come diabete, sindrome metabolica e patologie neurologiche del volto.

 

Un laboratorio di dati nella masticazione

La masticazione non serve soltanto a triturare il cibo: rappresenta una fase cruciale della digestione e innesca risposte neuroendocrine che coinvolgono anche la secrezione di insulina.

Il dispositivo “Chewing” sfrutta la tecnologia elettromiografica (EMG) per analizzare nel dettaglio l’attività dei muscoli masseteri e miloioidei, registrando l’attività elettrica durante la masticazione e la deglutizione.

Una volta elaborati, i dati restituiscono un profilo funzionale personalizzato, evidenziando tempi, sforzo muscolare, ritmo e simmetria dei movimenti.

Secondo i test condotti, il dispositivo ha già dimostrato la capacità di rilevare correlazioni tra pattern masticatori e livelli di zucchero nel sangue, oltre a contribuire al monitoraggio del dolore nei pazienti con nevralgia del trigemino, patologia che colpisce i nervi facciali.

 

Dalla fase cefalica alla risposta insulinica

«L’idea è nata mentre studiavamo la cosiddetta fase cefalica della digestione – spiega il professor Maulucci –. In questa fase, la masticazione e i recettori del cavo orale attivano risposte endocrine, come la stimolazione dell’insulina. Ci siamo chiesti se fosse possibile monitorare questi processi per comprendere meglio il loro impatto sul metabolismo».

L’approccio ha aperto un nuovo campo di ricerca, capace di collegare funzione masticatoria, sistema nervoso e risposta metabolica: una prospettiva che unisce medicina interna, nutrizione e odontoiatria.

 

Applicazioni cliniche e collaborazioni

Attualmente in fase di brevettazione, il dispositivo “Chewing” ha già suscitato l’interesse di importanti istituzioni sanitarie. Il team dell’Università Cattolica collabora con la Fondazione Policlinico Gemelli e con Airett (Associazione Italiana per la Sindrome di Rett), per studiare applicazioni nel campo della neurologia, della riabilitazione masticatoria e della prevenzione metabolica.

«Abbiamo già dimostrato una correlazione tra masticazione e secrezione dei picchi d’insulina – sottolinea Maulucci –. Questo apre la strada a nuove strategie di rieducazione alimentare e riabilitazione funzionale nei pazienti a rischio di diabete o sindrome metabolica».

Oltre alle patologie sistemiche, il dispositivo potrebbe essere utile anche in odontoiatria clinica, per analizzare malocclusioni, disfunzioni temporo-mandibolari e alterazioni neuromuscolari.

 

La masticazione come specchio del benessere

I risultati ottenuti finora suggeriscono che la masticazione, spesso sottovalutata, è in realtà un indicatore globale dello stato di salute. «La masticazione è un processo spesso trascurato, ma ha ripercussioni su molte funzioni fisiologiche» conclude Maulucci.

Con “Chewing”, la ricerca italiana compie un passo importante verso una medicina di precisione accessibile e non invasiva, in grado di trasformare un atto quotidiano in uno strumento di prevenzione metabolica e odontoiatrica.


Fonte: Il Messaggero

 

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