Nel Distretto sociosanitario Brindisi 1, due odontoiatri, marito e moglie, lavorano nello stesso ambulatorio pubblico condividendo una sola poltrona odontoiatrica. La presenza contemporanea di entrambi, con carichi di lavoro limitati e senza liste d’attesa, è stata valutata come poco efficiente dalla direzione della Asl, che ha formalmente richiesto il trasferimento di uno dei due in una sede con maggior richiesta.
Richiesta di trasferimento ignorata
Nonostante la disponibilità manifestata in passato, il trasferimento non è mai avvenuto e i due professionisti continuano a svolgere la loro attività nello stesso studio. Il marito lavora 38 ore settimanali nel distretto, mentre la moglie ha un orario ridotto di 14 ore in quella sede, completando il resto delle ore in altri ambulatori.
Questioni di gestione e controllo
L’azienda sanitaria si interroga sulle modalità di impiego del tempo del professionista non impegnato sulla poltrona, e sul perché le direttive di trasferimento non vengano attuate, considerato il basso volume di prestazioni erogate dall’ambulatorio. Il caso ha sollevato dubbi anche in ambito sindacale.
Il punto di vista sindacale
Antonio Magi, presidente nazionale del Sumai, sottolinea come la situazione sia anomala e potenzialmente problematica. La presenza di due odontoiatri in un ambulatorio con una sola postazione e senza domanda sufficiente di cure appare ingiustificata. Magi auspica un intervento risolutivo della Asl, evidenziando anche possibili mancanze di controllo nell’organizzazione del servizio.